Parlo Italiano...

...E LO SCRIVO, LO LEGGO, LO SMONTO....E LO RIMONTO!

domenica 20 febbraio 2011

Un pomeriggio a Barga


Venerdì, dopo una settimana piuttosto piovosa, finalmente è arrivato il bel tempo e ne abbiamo approfittato per visitare Barga, un borgo medievale di indiscussa bellezza, posto alla sommità di un colle e circondato da ogni parte da montagne: a sud est le Pizzorne, a sud ovest le Alpi Apuane e a nord l'Appennino. Nelle giornate di sole, quando l'aria è tersa, dal prato del Duomo romanico che sorge alla sommità del paese, è possibile ammirare un panorama stupendo.

Barga è un'antica cittadina, la cui esistenza risale addirittura alla preistoria. Nel periodo storico, sappiamo che appartenne ai Liguri, poi dal II secolo a.C. Ai Romani e successivamente fu feudo Longobardo. Dopo il 1000, i lucchesi e i pisani tentarono a più riprese di conquistare Barga, che, per evitare i continui assedi, si sottomise a Firenze. Proprio sotto i Medici conobbe un periodo di crescita economica: per i fiorentini infatti il territorio di Barga era fonte di materie prime, che venivano compensate con l'esenzione dalle tasse, favorendo così lo sviluppo di attività artigianali e commerciali. Dal secolo XV al XVII la città si arricchì di palazzi rinascimentali, quali il Palazzo Pancrazi, oggi sede del Comune.

Con l'Unità d'Italia, Barga cessa di godere dei privilegi che aveva e la sua economia perde di importanza, tanto che molti barghigiani sono costretti ad emigrare, soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Un rapporto intenso lega ancora oggi la città ai suoi emigranti, in special modo con quelli stabilitisi in Scozia: qui la comunità ha relazioni molto strette e vivaci, per cui la creazione della rotta Gasgow – Pisa da parte della Ryanair un paio di anni fa è stata addirittura salutata con una festa cittadina!

Barga è anche una città molto legata a Garibaldi, e ne parliamo volentieri, visto che quest'anno si celebra il 150° dell'Unità d'Italia. Nella piazza dove c'è la statua del generale, abbiamo notato anche una targa per ricordare Antonio Arrighi, un ragazzo di Barga che ad appena 13 anni si arruolò come tamburino nella spedizione dei Mille per la liberazione del Regno delle Due Sicilie dai Borboni.


English translation

Last Friday, after a rather rainy week, it was sunny again, so we took the opportunity for a trip to Barga, a medieval hilltown of great charm, surrounded on each side by mountains: to the southeast the Pizzorne, to the southwest the Apuan Alps and to the north the Appennines. On sunny days when the air is clear, from the green surrounding the Romanesque Cathedral on top of the hill you can enjoy a splendid view.

Barga is an ancient small town, which has existed since prehistory. During the historic era it was first under the rule of the Ligurians, then from the II century b.C. It belonged to the Romans. After the Romans came the Longobards and the Germanic rule. In the early Middle Ages, Barga was often under siege from the powerful neighbors of Lucca and Pisa, who aimed at conquering the town: finally, in the year 1341, the “Barghigiani”, to avoid any further stressful and dangerous situation, chose to submit to the rule of Florence, under which they remained until the Unity of Italy. This was a fortunate event, as for the following centuries Barga enjoyed a long period of economic growth and prosperity, as Firenze granted the privilege of tax exemption in exchange for the provision af raw materials from its territory. From the XVI to the XVII century some Renaissance palaces were built in the city, among which Palazzo Pancrazi, today the seat of the Town Hall.

With the unification of Italy, Barga ceased to enjoy the privileges of the past and its economy declined, so that many people were forced to emigrate to Great Britain and the United States. A strong tie still binds Barga to its emigrants, especially those who settled in Scotland: with them are the most frequent and deep relationships, so that the creation of the route Glasgow-Pisa by Ryanair 2 years ago was even celebrated by the city council!

Barga has also a traditionally strong attachment to Garibaldi: it's only right to mention this in the 150th year from the Unity of Italy. Curious to know, in the square where the General's statue was erected, we found a memorial plaque to remember a boy of 13 from Barga, Antonio Arrighi, the wee drummer of the Thousand expedition to free the South of Italy from the Bourbons' oppression.

domenica 13 febbraio 2011

L'emigrazione lucchese e italiana

L'emigrazione da Lucca e dal suo territorio ha origini lontane e si sviluppa in forme molto diverse nel tempo. Una emigrazione “commerciale” si verificò dal 1300 al 1500 con l'espansione delle due attività prevalenti dell'economia lucchese all'epoca: il commercio della seta e l'impresa bancaria. Lucca godeva di una posizione strategica sulle vie di comunicazione (per questo era stata favorita nel suo sviluppo sin dai tempi dei Romani) e diventò luogo di passaggio di pellegrini, mercanti e soldati, per cui si sviluppò rapidamente l'attività di cambiavalute e di prestito di denaro, e vennero creati numerosi uffici in altre città. Per quanto riguarda la produzione e il commercio di manufatti di seta, l'intraprendenza dei mercanti e la maestria degli artigiani fecero di Lucca per alcuni secoli un centro di primo piano di questa attività. I lucchesi vi investivano i capitali e andavano dove i mercati lo richiedevano, fondando sia in Italia che all'estero delle vere e proprie piccole comunità, le “nationes lucenses”, punto di riferimento anche per i concittadini di passaggio.

Un'altra emigrazione di cittadini lucchesi coincise con la Riforma di Lutero e l'adesione alla dottrina calvinista, verso la metà del '500. A Lucca molti cittadini si convertirono al calvinismo, ma il governo della città rimase legato al cattolicesimo e alla Curia Romana, che spingeva affinché vi fosse instaurato il tribunale dell'inquisizione. Quando la situazione divenne insostenibile, gli “eretici” furono espropriati dei loro beni ed esiliati, ma con il sostegno delle loro famiglie che riacquistarono all'asta le proprietà, ricevettero fondi per potersi stabilire in altre città europee, come Ginevra, Lione e Bruges, dove continuarono con successo le loro attività e divennero classe dirigente.

Parallelamente a questi movimenti migratori di tipo espansionistico e commerciale, vi furono migrazioni delle popolazioni povere della Garfagnana e della Valdiserchio, spostamenti stagionali legati all'attività della pastorizia (transumanza), migrazioni di mano d'opera per lavori agricoli verso la Corsica, la Francia, la Tunisia, l'Algeria.

Una menzione a parte meritano i figurinai, i costruttori di statuine di gesso che andavano per il mondo a vendere le loro creazioni, raffiguranti animali e personaggi mitologici e letterari. Provenivano dalla Media Valle del Serchio e dalla Val di Lima, ed iniziarono questa attività nel '700. Il centro della statuina di gesso era Coreglia, dove oggi c'è un museo per testimoniare il prezioso contributo di questi artigiani. La presenza nel mondo dei venditori di statuine ebbe una tale diffusione, che la fantasia popolare immaginò che Cristoforo Colombo al suo arrivo nelle Americhe trovasse a dargli il benvenuto proprio uno di loro!

Nell'ottocento ebbe inizio l'emigrazione delle balie, mamme che andavano in Corsica e in Francia ad allattare figli di signore, lasciando a casa il loro nato, che veniva tirato su con latte di mucca. Era una prestazione più redditizia di quella degli uomini come braccianti, ed ebbe successo, nonostante il giudizio negativo dell'opinione pubblica.

In seguito all'unità d'Italia nel 1861, a causa delle precarie condizioni economiche e della diffusione della piccola proprietà terriera e della mezzadria, insufficienti a sfamare famiglie numerose, iniziò il grande esodo verso l'America del Nord e del Sud, che non conobbe sosta fino al fascismo, e riprese poi dopo la seconda guerra mondiale, anche verso l'Europa, l'Australia e il Sudafrica. Si calcola che da tutta Italia, dall'ottocento a oggi siano emigrati oltre 26 milioni di persone! Alcuni ritornarono, ma la gran parte si stabilì definitivamente nei paesi ospitanti, perché le condizioni di vita erano molto più favorevoli che in patria.

Da paese di emigrazione, a seguito dello sviluppo economico degli ultimi 50 anni, siamo divenuti paese di immigrazione per varie popolazioni mediterranee e africane: una mostra che si tiene a Palazzo Ducale in questo periodo e che durerà fino al 1° Maggio è dedicata a tutti i migranti e offre un contributo alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema. Per maggiori dettagli : http://www.luccaitalianschool.com/lucca-italian-school/news.cfm

English translation:

Emigration from Lucca and its territory started centuries ago and has assumed many different forms over time. A “commercial” migration took place from 1300 to 1500 with the expansion of the two dominant economic activities: silk trade and banking. Lucca was in a strategic position on the route from Europe to Rome (for this it had been favored in its development since Roman times) and became a place of passage of pilgrims, merchants and soldiers, which gave rise to the currency exchange and banking activities, for which numerous offices were also opened in other cities. With regard to the production and trade of silk, the enterprise of the merchants and the skill of the craftsmen made Lucca a leading center of this activity for centuries. The Lucchese invested in the trade and went where the demand was higher, founding in Italy and Europe small communities named "nationes lucenses", also meeting points for the Lucchese travellers abroad.

Another migration of lucchese citizens coincided with the Reformation of Luther and the embracing of the Calvinist doctrine, in mid 1500. In Lucca, many people were converted to Calvinism, but the government of the city remained in the hands of the Catholics and the Roman Curia, which urged the establishment of the Inquisition. When the situation became unbearable, the "heretics" were dispossessed and exiled, but with the support of their families who bought back the properties, received funds to settle down in other European cities such as Geneva, Lyon, Bruges , where they continued their activities successfully and became part of the ruling class.

Parallel to these migratory movements of expansionist and commercial type, there were migrations of poor people from Garfagnana and Valdiserchio, namely seasonal movements related to the activity of sheep breeding (transhumance) and to agricultural labor in Corsica, France, Tunisia, Algeria.

Special mention deserve the “Figurinai”, the manufacturers of plaster cast statuettes depicting animals, mythological and literary characters, who toured the world to sell their creations. They were from Serchio and Lima Valleys, and started this activity in the 18th century. Its center was Coreglia, where today a museum witnesses the important contribution of these artisans. Their hawking trade was so widespread that the popular belief imagined Christopher Columbus on his arrival in the Americas being welcomed by a Lucchese Figurinaio!

In the 19th century the emigration of nurses began: they were mothers who went to Corsica and France to nurse babies of ladies of high rank, leaving theirs at home to be fed with cow's milk. It was a service which yielded more than man's labor and became popular despite negative criticism from the public opinion.

After the unification of Italy in 1861, due to poor economic conditions and the spread of small land ownership and sharecropping, both insufficient to feed large families, the great exodus to North and South America was started, which did not stop until the fascist period, and then resumed after the second world war, adding Australia, South Africa and Northern Europe as destinations. It is estimated that from all over Italy, from the 19th century till today over 26 million people have emigrated! Some returned, but most of them settled permanently in their host countries, as living conditions were much more favorable than at home.

Then, with the economic growth in the last 50 years we have become a country of immigration for several Mediterranean and African populations: an exhibition held in Palazzo Ducale in this period and till May 1st is dedicated to emigration and is a contribution to raise public awareness about the problem. More details here : http://www.luccaitalianschool.com/lucca-italian-school/news.cfm

venerdì 4 febbraio 2011

Il Carnevale impazza.......


Viareggio è una suggestiva cittadina balneare sulla costa tirrenica della Versilia a circa 20 km da Lucca, dove ogni anno in febbraio e marzo si svolge un famoso Carnevale, un evento spettacolare tra i più belli e grandiosi del mondo. A Viareggio la tradizione del Carnevale risale alla seconda metà dell'Ottocento. La sua prima edizione si svolse nel 1873, quando un gruppo di giovani dell'alta società viareggina organizzò la prima sfilata di carrozze trainate da buoi e addobbate di fiori. In breve tempo questa idea divenne uno dei simboli della città. Già a fine secolo, infatti, le carrozze furono sostituite dai carri trionfali, montati dagli operai dei cantieri navali e addobbati e decorati da scultori locali. Altra caratteristica distintiva del Carnevale è l'allegoria delle figure, in chiave satirica e di impegno sociale. La sfilata dei carri, con a bordo ragazzi in costume che lanciano coriandoli, stelle filanti e caramelle, diventa così anche l'occasione di prendersi gioco di politici, usi e costumi e fatti della vita italiana e del mondo. È una particolarità, questa, che si mantiene ancora intatta nel tempo. Nel 1925, viene introdotta la cartapesta, un impasto di acqua, colla, gesso e carta, molto leggero e adatto a modellare forme mobili da montare sui carri. Questa tecnica farà la fortuna del carnevale e lo renderà unico in tutta Italia. Da sempre, ogni anno, ospiti illustri, politici, personaggi dello sport e dello spettacolo, sono presenti a Viareggio per ammirare la propria caricatura in cartapesta, così come ad ogni corso mascherato partecipano centinaia di migliaia di spettatori, decretando un continuo successo alla manifestazione.
Il Carnevale di Viareggio prevede un mese intero di feste diurne e notturne, con sfilate di carri spettacolari, feste rionali e veglioni in maschera. Ed è anche un momento di incontro tra popoli e culture diverse il cui scopo è quello di esaltare i valori universali di solidarietà e pace. Le sfilate di questo Carnevale 2011 saranno a febbraio il 20 e il 27, e a marzo il 6, l' 8 e il 13.

Viareggio is a picturesque seaside resort located at 20 km from Lucca. During the months of February and March the city interrupts its quiet winter season with the spectacular event of the Carnival. The beginning of this tradition dates back to 1873, as a group of youths from the upper class of Viareggio organized a first parade of carts, pulled by oxen and adorned with flowers. In a few years this idea became a symbol of the city. Already at the turn of the century, the carts were replaced with triumphal carriages, built by shipyard workers and decorated by local sculptors. Another feature of the Carnival that soon came into being was the allegory of the carriages, inspired by satire and social commitment. Their parading with youths on board throwing confetti, streamers and candies, became a way of mocking politicians, customs and events of the italian and international life, which has been maintained till present. In 1925 the use of papier-mâché was started: a mix of water, glue, chalk and paper, light and fit to mould mobile figures suitable to be fixed on the floats. Every year a bunch of personalities from the world of politics, sports and show business gather in Viareggio to admire their papier-mâché caricatures and thousands of people participate in every masqued parade, conferring on the carnival enormous success. The whole town becomes the scene of day and night feasts, spectacular floats parading, neighborhood festivals and masqued balls. The Carnival is also an ideal crossroads of different peoples and cultures and celebrates the universal values of peace and solidarity. The Parades of this year's Carnival will take place on February 20 and 27 and on March 6, 8 and 13.


mercoledì 2 febbraio 2011

Il canto di Febbraio












Ecco come Francesco Guccini descrive il mese di Febbraio nella sua famosa "Canzone dei dodici mesi"

Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza...
L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole la primavera danza...

Here's how Francesco Guccini describes the month of February in his famous "Song of the Twelve Months"

February comes and the world stays with head bowed, but in your house and out
Forget your griefs and wear Harlequin's clothes in Carnival full swing...
Winter goes on still but hope grows in our hearts
With the first feeble sunlight spring's dance begins...