Parlo Italiano...

...E LO SCRIVO, LO LEGGO, LO SMONTO....E LO RIMONTO!

mercoledì 29 giugno 2011

A spasso per Lucca, tra storia, leggenda e...una bambina da conquistare

La scorsa settimana stavo passeggiando in città con mia figlia; abbiamo fatto la tradizionale passeggiata in centro, mangiato un buon gelato e poi ci siamo incamminate sulle Mura. Passeggiando siamo arrivate al punto in cui dall'alto si vede l'Orto Botanico: allora abbiamo pensato di concludere il nostro pomeriggio con la visita del giardino.


Ora, devo ammettere la mia scarsa conoscenza in materia di botanica: distinguo un albero da un arbusto, una pianta ornamentale da un'erba aromatica, mentre le piante grasse si dividono in “quelle con spine” e “quelle senza spine”...quindi capirete che al di là di qualche commento di valore estetico e qualche informazione tratta dai cartellini che si trovano accanto a ciascun albero non ho potuto trasmettere a mia figlia un “grande sapere”! Però... mi sono sentita sollevata quando ci siamo avvicinate al caratteristico “laghetto delle ninfee”: perché? Non certo perché potessi spiegare alla bambina che “l'albero che cresce dentro il laghetto è un Cipresso Calvo che cresce lungo corsi d'acqua e zone paludose e le cui radici producono particolari conformazioni legnose che si elevano dal terreno e che sembrano delle vere e proprie sculture viventi” (infatti questa informazione l'ho trovata sull'enciclopedia la sera quando siamo tornate a casa...)





bensì perché il laghetto dell'Orto Botanico è il luogo dove, secondo una delle più famose e intriganti leggende lucchesi, si è conclusa la vita di una bellissima nobildonna , Lucida Mansi.



Ecco, questo lo sapevo e potevo raccontarlo! E lo racconto anche qui: secondo questa leggenda, che viene narrata di generazione in generazione, pare che Lucida (una signora realmente vissuta a Lucca nei primi del '600, esponente di una delle famiglie lucchesi più importanti) fosse una donna di rara bellezza, di altrettanto rara crudeltà e amante del lusso e dei piaceri della carne. Secondo la storia popolare era sempre circondata da schiere di uomini, giovani o vecchi, belli o brutti, nobili o commercianti, colti o semplici, i quali le facevano visita durante la notte nel palazzo di città o nella Villa di campagna, e che dopo le prestazioni amorose venivano fatti cadere in botole che si aprivano dal pavimento, precipitando in profondi pozzi irti di lame affilate.




Come si conveniva alle nobili donne dell'epoca anche Lucida si recava quotidianamente a “Messa”: si dice che fosse così innamorata di se stessa e ossessivamente concentrata sul proprio aspetto che avesse messo un piccolo specchio anche dentro il libro delle preghiere; e fu proprio durante la Messa del mattino che un giorno vide sul proprio viso una lievissima ruga! Lucida sembrò quasi impazzire, ogni specchio di casa fu distrutto e disperata pianse e si lamentò così a lungo che di fronte a lei apparve un bellissimo giovane, che altri non era che il Diavolo: questi, in cambio della sua anima, le promise altri trent'anni di giovinezza. Lucida non esitò ad accettare la proposta; e così, mentre le persone intorno a lei invecchiavano, si ammalavano e morivano, Lucida continuava a rimanere giovane e bellissima e continuava a frequentare feste e ricevimenti, circondata da spasimanti.
Così passarono gli anni, uno dopo l'altro, senza che Lucida pensasse più al patto fatto con il Diavolo. Il 14 agosto 1623, arrivati allo scadere del tempo fissato, il bel giovane si ripresentò davanti alla donna: allora questa si ricordò di colpo dell'accordo fatto trent'anni prima. Nel tentativo disperato di fermare il tempo Lucida uscì di corsa dal proprio Palazzo, salì sulla carrozza e diede ordine al cocchiere di recarsi alla Torre delle Ore.







Arrivata qui,affannata, iniziò correndo a salire le scale, con la speranza di arrivare, prima dello scoccare della mezzanotte, a fermare l'ingranaggio dell'orologio; purtroppo così non fu e la campana iniziò a battere la mezzanotte. Allora la nobildonna scese le scale della torre e risalì sulla carrozza, la quale si diresse sulle Mura che circondavano (e circondano!) la città. Il Diavolo, preso dall'ira, fece scoppiare un terribile temporale, con tuoni fortissimi e fulmini così luminosi che per qualche attimo la città era così luminosa che sembrava un pomeriggio d'estate!
I cavalli, spaventati, iniziarono a correre sempre più velocemente, come impazziti; la carrozza iniziò a dare segni di cedimento, le ruote cigolavano e Lucida dentro la carrozza urlava disperata. Proprio in prossimità dell'Orto Botanico un fulmine colpì la carrozza che, rotolando dalle Mura, finì in fiamme dentro il laghetto.
Ancora oggi, nelle notti di temporale, si narra che sia possibile vedere correre sulle Mura di Lucca la carrozza in fiamme di Lucida e sentire le urla disperate della donna che cerca di liberarsi dalle mani del suo padrone.
E nelle notti di luna piena, chi vuole, può andare al laghetto dell'Orto Botanico e vedere nelle sue acque il riflesso del volto della nobile lucchese, la cui brama di beltà era così grande da non avere nessun dubbio: meglio un’anima dannata che un’esistenza senza gioventù...





Quando ho finito di raccontare la storia a mia figlia era ormai l'ora del tramonto, i cancelli dell'Orto Botanico stavano per essere chiusi, e lei mi guardava con uno sguardo di infinita ammirazione!! Che soddisfazione!!!


English translation: Strolling in Lucca between history, legend...... and a child to win over

Last week me and my daughter went for a walk in town as usual, had a tasty ice cream, then went on to the city walls. After awhile we arrived at the spot where you can see the Botanical Garden from the promenade down below: then we thought to finish our day with a visit to the garden.

Now well, I must admit my poor knowledge of botany: I can tell a tree from a shrub, an ornamental plant from an aromatic bush, while I can tell succulent plants as just with or without thorns, so you can imagine that beyond some aestethic comment or information taken from the signs at the plants, I could not convey any great knowledge to my daughter, but..... I felt a sense of relief when we got near the picturesque “water-lily pond”: why that? Not because I could explain my child that “the tree in the pond is the bald cypress, that grows by the water or in marshes, and whose roots emerge from the soil and look like living sculptures” (in fact I found this description on the encyclopedia later at home), but because the pond in the Botanical Garden is the place where, according to one of the most famous and intriguing lucchese legends, a very beautiful noblewoman's life, Lucida Mansi, came to an end.

I knew that story very well, so I could tell it to my daughter and gladly I relate it here: according to the legend, which was handed down from generations, it is said that Lucida (a lady who really lived in Lucca in 1600, belonging to one of the lucchese outstanding families) was a woman of rare beauty, of likewise great cruelty, and a lover of luxury and lust. The story tells that she was always surrounded by host of men, young or old, handsome or ugly, noble or working people, educated or simple, who paid visit to her in the night either to her palace in town or to the villa in the country, and who, after making love, were dropped down trapdoors on the floor into pits bristling with sharp spears.

As was proper for noblewomen in those times, Lucida went to Mass daily: but they say she was so in love with her self and so obsessively centered on her look, that she had a mirror even in her Prayers' book. And one day during the morning Mass she perceived a very slight wrinkle on her face! Lucida went nearly mad about this, broke all mirrors in the house and cried desperately and for so long that eventually a very handsome young man appeared to her: he was the Devil in disguise, who in exchange for her soul promised her thirty more years of youth. Lucida accepted without hesitation, and then while the people around her got old , fell ill and died, she kept being young and charming and attending feasts and receptions, surrounded by admirers as ever.

The years passed one after the other, and Lucida did no more think of the agreement he had made with the Devil. On August 14, 1623, being the expiration date, the handsome young man appeared in front of her: then she suddenly recalled the agreement of thirty years back. In a desperate attempt to stay the time, Lucida rushed out of her palace, got on the coach and ordered the coachman to go to the Torre delle Ore (tower of the hours, Via Fillungo)

As soon as she arrived there, she ran breathless upstairs hoping to get there before midnight and stop the mechanism of the clock, but unfortunately it was too late and the bell started to strike the hour. So the noblewoman went downstairs back to the coach and headed for the walls that surrounded (and still surround) the city. The Devil flew into a rage and had a terrible thunderstorm broken out, with mighty thunders and lightnings so bright that the city was for awhile as luminous as on a summer day!

The horses, scared, started to gallop faster and faster, as going wild, the coach lost stability and its wheels squeaked, while Lucida was screaming with despair. Right above the Botanical Garden a lightning hit the coach making it roll on fire from the walls down into the pond.

Still today when there is a thunderstorm at night, they say you can see Lucida's coach on fire racing on the walls and hear the desperate screams of the woman trying to escape her master. And in the nights of full moon, if you go to the pond of the Botanical Garden, in the water you will see the reflection of the noblewoman's face, whose greed for beauty was so great as not to concede a single doubt: better a damned soul than a life without youth....

When I finished telling the story to my daughter the sun was setting, the gates of the Botanical Garden were being closed and to my great satisfaction she looked at me with her big eyes in admiration!


venerdì 24 giugno 2011

Una visita a Villa Puccini a Torre del Lago

In questi giorni siamo andati con i nostri studenti a visitare la Villa Puccini a Torre del Lago, dove Giacomo Puccini risiedette negli anni della maturità, dapprima in case in affitto, e poi proprio in questa Villa, che fece costruire sulle rive del Lago di Massaciuccoli nel 1899.

A Torre del Lago il maestro compose la maggior parte delle sue opere: Manon Lescaut, la Bohème, Tosca, Madame Butterfly, La fanciulla del West, la rondine, e il Trittico. Dopo la sua morte nel 1924, la sua Villa fu adibita a museo, mantenendo intatto l'aspetto originale.


Che cosa abbiamo visto durante la visita? Soprattutto lo studio del Maestro con il pianoforte e lo scrittoio che usava per comporre, vari suoi ritratti e fotografie in diversi periodi della sua vita e oggetti personali, manoscritti, diplomi e onorificenze; la stanza dedicata alla caccia, di cui era molto appassionato, con i fucili, l'abbigliamento da caccia e i trofei; la cappella dove il poeta è sepolto con la sua moglie Elvira.

Le stanze che abbiamo visitato fanno rivivere nella memoria non solo la grandezza del compositore nel pieno della sua maturità artistica, ma anche le sue più comuni passioni, rendendone una immagine completa e affascinante.

Ed ecco un bel video musicale del Coro Muto dall'opera Madame Butterfly





A visit to Villa Puccini in Torre del Lago

Recently we visited Villa Puccini in Torre del Lago with our students. Here Giacomo Puccini lived in the years of his maturity, first in rented houses then in this villa he had himself built in 1899 on the banks of the lake of Massaciuccoli.

In Torre del Lago the Maestro composed many of his works: Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madame Butterfly, La Fanciulla del West, La Rondine, and il Trittico. After his death in 1924, the Villa became a museum, maintaining its original aspect.

What did we see during our visit? First of all, Puccini's studio with the piano and the desk he used to compose, several portraits and photos of him in different periods of his life; and personal objects, manuscripts, diplomas and awards; the hunting room (as he was a passionate hunter) with his guns, clothing and trophies; the chapel where he rests together with his wife Elvira.

The rooms we visited revive not only the memory of the composer's greatness in his artistic maturity, but also of his more common passions, giving us a complete and fascinating image of him.





sabato 18 giugno 2011

Antichi e storici negozi di Lucca

Il centro storico di Lucca è ricco di antichi negozi con vetrine e insegne risalenti all'800 e agli inizi del '900, che fanno bella mostra di sé nelle vie principali, in particolare Via Fillungo e le piccole vie adiacenti. In vari casi, l'attività tradizionale del negozio è cessata, e ne è subentrata un'altra molto diversa: dove c'era una rinomata pizzicheria, ora possiamo trovare un negozio di abbigliamento.

Ma le antiche insegne in stile ottocentesco, o anche liberty dei primi del novecento, sono rimaste a testimoniare la storia del negozio e a conservare la bellezza e la tradizione nel centro storico della nostra città.


The historic center of Lucca is rich in antique shops with windows and signs dating from 1800 and the early 1900, which are on display in the main streets, specially Via Fillungo and the small adjacent streets.


In some cases, the original commercial activity of the shop closed down and another very different replaced it: where there was a renowned grocer's, now you can find a clothing shop! But the shop signs of 1800 or even early 1900 Modern Style, are being kept to witness the history of the shop and to preserve the beauty and the tradition of the historic center of our city.




giovedì 16 giugno 2011

Un viaggio estivo tra ricordi, campagne e ricette...

Tra i piccoli piaceri della vita che mi piace concedermi c'è quello di passare una serata ogni tanto con le mie sorelle: sono serate di chiacchiere, confidenze, risate, ricordi e qualche volta progetti più o meno fantasiosi o realizzabili! Qualche sera fa avevamo appunto deciso di trovarci a casa mia per passare una di queste serate; prima che arrivassero mi sono ricordata di avere un vecchio album di foto in bianco e nero dei miei nonni: ho iniziato a sfogliarlo e immediatamente un fiume di ricordi, immagini e profumi della mia infanzia mi ha assalita e commossa. I miei nonni erano contadini, persone semplici di campagna, che si alzavano la mattina “al canto del gallo” e andavano a letto la sera “con le galline”. Avevano una piccola vigna e un oliveto, una grande quantità di polli e galline (la domenica sulla tavola non mancava mai un buon “brodo di gallina vecchia”!), un grande orto dove durante l'anno si alternavano verdure , alberi di ciliegie, pesche, mele, pere, melograni e un cachi, che per Natale aveva sempre dei bellissimi frutti arancioni!
Proprio per Natale noi nipoti facevamo l'albero: usavamo come addobbi una grande quantità di noci, mandarini e biscotti fatti da noi bambini con la nonna!
Insieme all'inverno l'altro momento indimenticabile dell'anno erano le vacanze estive; dopo pranzo, seduti sul letto a giocare a carte, o a imparare a memoria qualche strana filastrocca, aspettavamo che il caldo diminuisse e verso le cinque del pomeriggio, armati di secchielli pieni d'acqua, innaffiatoi, rastrelli e pale costruite da mio nonno a nostra dimensione, andavamo allegri e contenti nell'orto, a strappare via le erbacce, dare acqua alla verdura, raccogliere pomodori, fagiolini e zucchini maturi!
Il sabato c'era “da fare il pane”: proprio così, facevamo il pane! Farina, acqua, lievito e sale e tutti a impastare! Mio nonno la mattina accendeva il forno a legna, mia nonna apriva la madia dove si impastava e metteva delle assi di legno in cucina, dove venivano messe le pagnotte di pane prima di essere cotte.




Poi tutti in fila facevamo una processione dalla cucina al forno, dove mia nonna infornava il pane da cuocere.
Il pane rimaneva buono per una settimana e c'erano tantissimi modi per mangiarlo anche quando aveva qualche giorno “di troppo”!


A me piaceva, e piace, tantissimo la “panzanella”, un piatto tipico toscano: un' insalata di pane forse è la definizione più adatta, anche se a me sembra troppo riduttiva! Ci sono il sapore e il profumo del pane, dei pomodori, del basilico e, a chi piace, della cipolla fresca! Insomma, i profumi dell'estate, e per me, delle mie fantastiche estati in campagna, con i giochi, le lucciole e le leggende che mia nonna ci raccontava la sera prima di andare a letto...
Mi è piaciuto rendervi partecipi di questi miei ricordi e vi voglio regalare la ricetta della panzanella...


Ingredienti per 4 persone:
8 fette di pane casalingo (meglio se raffermo)
4 pomodori maturi
3 cipollotti rossi o bianchi
Aceto bianco
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe
Mettete le fette di pane raffermo in una ciotola con dell'acqua fredda e due cucchiai di aceto e fatele ammorbidire per 20 minuti circa, poi strizzatele bene e sbriciolatele in una insalatiera. Fate a fettine sottili i cipollotti, e affettati i pomodori in pezzi non troppo grandi. Unite le verdure al pane e mescolate bene per fare insaporire. Aggiungete olio, sale, pepe e basilico e mescolate ancora. La panzanella deve essere tenuta in frigorifero almeno per un’ora prima che possa essere gustata al pieno della sua freschezza.
Se volete potete aggiungere tonno, olive, capperi, cetrioli, sedano, o tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce. Provatela, è fresca e gustosa. E un abbraccio a tutte le nonne del mondo!

A summer trip through memories, country life and recipes

Now and then I enjoy spending an evening with my sisters: chatting, telling each other's secrets, laughing, reviving memories and sometimes making more or less fanciful or workable plans. Days ago we had just decided to meet at my home to spend the evening together and before they arrived I found an old scrap book with black and white pics of my grandparents: I started to leaf through it and suddenly memories of images and scents from my childhood seized and moved my mind. My grandparents were peasants, simple country folks, who woke up in the morning at the rooster's crow and went to bed in the evening "with" the hens. They owned a small vineyard and an olive grove, a good bunch of chicken and hens (for our Sundays' lunch an “old chicken soup" was never missing), a large vegetable garden and orchard, where during the year according to the season grew all kind of vegetables, and fruits like cherries, peaches, apples, pears, pomegranates, and there was even a persimmon tree, which at Christmas had its fine orange fruits still. And Christmas time was when all of us grandchildren adorned the tree, using lots of nuts, mandarines and biscuits we had cooked with the help of our grandma.

As well as Christmas in winter, another memorable time of the year were the summer holidays; after lunch sitting on the bed playing cards or learning a weird rhyme by heart, we waited until about five in the afternoon when the heat was less, to go out into the garden equipped with buckets, rakes and shovels built by our grandad at our measure and happily pulled up the weed, watered the vegetables, and picked ripe tomatoes, beans and zucchini!

Saturday was the day of the bread, as we cooked our bread every week: flour, water, yeast and salt, and let's all knead dough! In the morning grandad lit the firewood oven, grandma opened the dough tray and set the boards in the kitchen, where the loafs were lined up before baking. Then we all followed the operations from the kitchen to the oven where grandma put the bread to bake. The bread was good for a week and there were lots of ways to eat it even after.

For example, the “panzanella”, a typical Tuscan dish which I liked and still like a lot: bread salad is perhaps its correct definition, yet too simplified: it contains the taste and flavour of bread, of tomatoes, of basil and if you like, of fresh onion! In short, the flavours of summer, and for me, of my fanciful holidays in the country with the games, the fireflies, and the fairy tales my grandma told me before going to bed. I am glad to share these memories and I like to present you the recipe of the “panzanella”, which I hope you will enjoy as a refreshing summer meal:

Ingredients for 4 persons

8 slices of Tuscan bread (better if some days old, a bit hard)

4 ripe tomatoes

3 red or white fresh onions

white vinegar

extra-virgin olive oil

salt

pepper

Put the slices of hard bread in a bowl with cold water and two spoons of vinegar, let them soften for about 20 minutes, then squeeze them well and crumble them into a salad bowl. Cut the onions in thin slices and the tomatoes in small pieces. Add the vegetables to the bread and stir well to make tasty. Add oil, salt, pepper and basil and stir again. Then put the panzanella into the fridge for at least one hour as it tastes best a little cool. If you like you can add tuna, olives, capers, cucumbers, celery or whatever your fancy suggests.

Try it, it's fresh and tasty. And a big hug to all grandma's of the world!


domenica 5 giugno 2011

Giugno descritto da Francesco Guccini


Ecco, come di consueto, la rima della "Canzone dei 12 mesi" di Francesco Guccini, dedicata al mese di Giugno:

Giugno, che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio:

in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io

E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,

con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro.....


As usual, here's the rhyme from the "Song of the 12 Months" by Francesco Guccini, dedicated to the month of June:


June, maturity of the year, for you I thank God:

I was born on one of your days, under the warming sun.

With the reaping in your hand you bring us your treasure

With your ears of corn you give bread to men, gold to women.....