Parlo Italiano...

...E LO SCRIVO, LO LEGGO, LO SMONTO....E LO RIMONTO!

martedì 22 luglio 2014

La "pupporona"


- Senta, scusi! Mi sa dire dov'è Piazza San Salvatore?
- Piazza San Salvatore? Dove? A Lucca? Sono nato e vissuto in questa città, ma io questa piazza non la conosco! Ma, dica, che cosa sta cercando?
- Un negozio che vende frutta e verdura.

Il negozio ORTOFRUTTA


- Ahhh! Voleva dire Piazza della Pupporona. È vero... però noi la conosciamo con questo nome o Piazza della Misericordia, per le ambulanze, sa!!


la vetrina che riflette le ambulanze nella piazza


Quanti lucchesi si sono trovati ad affrontare una conversazione simile; già, per noi questa è Piazza della Pupporona e ci siamo molto affezionati. Nella piccola piazza che si trova proprio vicino a Piazza San Michele, c'è una fontana con una grande vasca e una statua che raffigura una Naiade (ninfa dell'acqua), fatta realizzare dall'architetto Lorenzo Nottolini nell'800.


La fontana

Nel dialetto toscano, la puppora è il seno e siccome la ninfa è rappresentata con un abito che lascia un seno scoperto, una puppora, da qui il nome alla piazza.

La "pupporona"


I lucchesi vanno a prendere l'acqua in ogni momento della giornata. È un'acqua "speciale" poiché si dice arrivi direttamente dall'acquedotto di Guamo che rifornisce tutta la città. Poco lontano dalla fontana, proprio vicino al negozio di frutta e verdura tanto ricercato, si trova una piccola corte chiamata "del ghiaccio". Qui, tanti anni fa, i lucchesi andavano a prendere il ghiaccio per conservare i cibi, prima che i frigoriferi entrassero nelle case.


La corte del ghiaccio

si può leggere ancora la parola "GHIACCIO" dipinta sulla parete

A quell'epoca, la piazza era conosciuta anche come "Piazza della legna" poichè vi si svolgeva il mercato della legna da ardere.
Insomma, una piccola-grande piazza dove tutti potevano trovare acqua-ghiaccio-fuoco e.......misericordia!

English translation
The "pupporona"
- Excuse me sir! Can you tell me where is Piazza San Salvatore?
- Piazza San Salvatore? Where? In Lucca? I was born and raised in this city, but I do not know this place! But, tell me, what are you looking for?
- A store that sells fruits and vegetables.
- Oh! You mean Piazza della Pupporona. It's true ... but we know it by that name or as Piazza della Misericordia, because of the ambulances, you know!
How many Luccans were involved in a similar conversation!; indeed for us this is Piazza della Pupporona and we are very fond of it. In the small square which is located next to Piazza San Michele, there is a fountain with a large basin and a statue that depicts a Naiad (water nymph), designed by the architect Lorenzo Nottolini in the 19th century
In the Tuscan dialect, the puppora is the breast and as the nymph is represented with a dress that leaves a bare breast, a puppora, hence the name given to the square.
The Luccans go to fetch water at any time of the day. That water is "special" because it is said to come directly from the Guamo aqueduct that supplies the city. Not far from the fountain, right next to the much sought after fruit and vegetable store, there is a small courtyard called "of the ice." Here, many years ago, the people of Lucca went to buy ice to preserve food before refrigerators entered their households.
At that time, the square was also known as the "square of wood" because there was held the market for firewood.

In short, a great little place where everyone could find water, ice, fire and ....... mercy!

domenica 13 aprile 2014

RICORDI E RITI DELLA PASQUA, TRA IL SACRO E IL PROFANO



Eccoci nella Settimana Santa, la settimana che precede la Pasqua. Ci sono diversi riti e svariate tradizioni che accompagnano questo periodo, e personalmente, fin da piccola, alcune di queste tradizioni le ho vissute più intensamente. Ecco quali sono i miei ricordi personali su questo periodo:
allora, prima di tutto, figlia e nipote di donne molto devote, nel senso anche un po' più “bigotto” del termine, ricordo con una punta di sofferenza e qualche nostalgia le cerimonie a cui dovevo partecipare, a partire dal Giovedì Santo: comincerò dalla lavanda dei piedi, una cerimonia che oggi considero molto suggestiva, ma a cui io allora non volevo assolutamente partecipare, perché mi imbarazzava moltissimo. 
Invece, niente da fare: come figlia di una delle donne più attive della parrocchia, bimba biondina, caruccia e piena di riccioli, figuriamoci se potevo essere esonerata da questa performance. E allora, vestita con una tunica bianca e con una ghirlanda fiorita tra i capelli, dai 5 ai 10/11 anni ogni giovedì santo ero lì, sull'altare centrale, in fila con altri sei o sette bimbi (anche loro figli o nipoti delle altre devote parrocchiane), tutti scalzi, aspettando di farsi lavare i piedi dal Sacerdote. Ogni volta pensando: questo è l'ultimo anno che lo faccio, giuro!

Tintoretto - La lavanda dei piedi


La mattina dopo, poi, c'era l'altro rito: il Giro delle Sette Chiese. E qui c'è da dilungarsi un po'... nella lingua italiana, l'espressione “fare il giro delle sette chiese” significa, in sintesi, perdere tempo, fare qualcosa di poco utile. Insomma, questo modo di dire ha assunto un significato piuttosto negativo. Nella tradizione dei riti pasquali, invece, fare il giro delle sette chiese era una sorta di piccolo pellegrinaggio: il Venerdì santo, infatti, si visitavano sette diverse chiese della città, e si pregava di fronte al Tabernacolo, particolarmente ornato per l'occasione. Naturalmente, anche mia madre ed io facevamo questo giro: si partiva, in bicicletta, dalla nostra chiesa (quella di S.Anna, proprio quella di fronte alla scuola LIS: i semi non cadono mai lontano dagli alberi!), e poi entravamo in città, dove le altre tappe erano le chiese di San Paolino, Sant'Alessandro, San Michele, San Frediano, Santa Maria Nera, per finire in San Martino, nella Cattedrale.
 
S.Anna, la chiesa di fronte alla scuola

San Paolino


Sant'Alessandro

San Michele
Santa Maria Nera

San Frediano




San Martino




Devo dire che questo giro delle sette chiese in fondo mi divertiva anche un po': tra una chiesa e l'altra, un paio di soste per qualche dolcetto si facevano sempre, e quando mamma era particolarmente allegra ci poteva scappare anche una coppa di panna montata alla Cubana (un bar storico in cima a Via Fillungo, peccato che oggi non ci sia più) o un pezzo di pizza da Felice (quella c'è ancora, per fortuna, in Via Buia – e la pizza è buona come allora). Certo, la panna o la pizza non si addicevano al giorno di penitenza più importante dell'anno, ma si sa, con i bambini qualche trasgressione ci sta...



Si tornava a casa, e si pranzava (senza carne assolutamente) con qualcosa di semplice. Alle tre del pomeriggio si sentivano le campane della chiesa suonare a morto: a casa mia, qualsiasi cosa si stesse facendo, eravamo in quel momento tenuti a interromperla, e a pregare in silenzio per qualche minuto.
A metà pomeriggio, infine, si tornava in città, per assistere alla Via Crucis: una processione organizzata dai Volontari della Misericordia, che giravano per le strade del centro tutti vestiti di nero e con un cappuccio in testa, con solo due buchi per gli occhi. Piuttosto inquietanti a vedersi, chiedevano offerte per i poveri e mettevano talmente paura che tutti erano pronti ad aprire il portafoglio... o almeno quella era l'impressione che facevano a me a quel tempo. 
Ecco un link a un video in cui si vede una parte di questa processione.

Poi, il sabato santo, si iniziavano i preparativi per il pranzo di Pasqua: spesso mamma preparava centinaia (veramente!) di tortelli, da mangiarsi il giorno dopo, e poi le torte, eccetera eccetera. Ma dei tipici piatti pasquali mi riprometto di parlarne in un altro post. 

martedì 18 febbraio 2014

LA CANZONE DEL PONTE DEL DIAVOLO

con i nostri studenti in visita al Ponte del Diavolo
Un giovane cantautore lucchese, Joe Natta, che normalmente scrive canzoni comico-demenziali con un linguaggio esplicito e colorito, nel suo ultimo lavoro ha voluto rendere omaggio alla tradizione del nostro territorio con una serie di canzoni dedicate alle leggende e ai loro personaggi della città e della Valle del Serchio.
Ascoltarlo è stata per noi una piacevole sorpresa: infatti alcuni dei suoi personaggi sono quelli che raccontiamo ai nostri studenti nelle attività culturali dei nostri corsi di lingua italiana. Quindi lo ringraziamo di cuore per questo contributo che vogliamo condividere con i nostri studenti e i lettori del nostro blog.
Una delle canzoni che più ci è piaciuta è quella dedicata alla leggenda del Ponte del Diavolo, che si trova a Borgo a Mozzano nella Media Valle del Serchio, un bellissimo e antico ponte costruito nel medioevo con l'aiuto del diavolo, così narra la leggenda. 
Ecco il testo della canzone di Joe Natta:
Il capomastro non riusciva a completare quel ponte che i due borghi del paese avrebbe unito oltre il fiume. Nonostante lavorasse giorno e notte non lo avrebbe mai finito nei tempi stabiliti dal contratto stipulato
Ma ecco apparire il diavolo che lo rassicura subito: il ponte lo costruisco io. Stanotte non c'è ma domattina ci sarà, e come pagamento mi accontenterò della prima anima che lo attraverserà
Il capomastro decise di accettare quel patto e il giorno dopo il ponte se ne stava lì bello finito. A questo punto però rimaneva la questione più importante e più spinosa ovvero togliersi di torno quel demonio!
Infatti verso il tramonto ritornò puntuale per il suo credito, ma il suo beffardo ghigno presto scomparì, quando vide un maiale che stava lì e piano piano tutto il ponte attraversò e quella fu la prima anima che gli toccò
Il diavolo abbindolato si imbestialì e nelle acque del Serchio scomparì. Però il suo ponte così bello quanto strano puoi vederlo ancora oggi a Borgo a Mozzano
La copertina dell'album - The album cover



clicca il link per ascoltare la canzone: "Il Ponte del Diavolo"


English translation
A young lucchese singer-songwriter, Joe Natta, who usually writes comic and crazy songs using a colourful and explicit language, with his latest work made a tribute to the traditions of our community with a series of songs dedicated to the legends and their characters in the city of Lucca and the Serchio valley.
We were very surprised and pleased to listen to him: some of his characters are in fact the same we use to tell our students in the cultural activities of our italian language courses.
We wish therefore to thank him very much for his contribution, which we are pleased to share with our students and blog readers.
One of the songs we like best is that on the legend of the Devil's Bridge, located in the town of Borgo a Mozzano in the Middle Serchio Valley, an ancient and beautiful bridge built in the Middle Ages with the help of the devil (at least according to the legend)



Here are the lyrics of the song by Joe Natta:
The master builder could not finish that bridge which would unite the two villages beyond the river
For all he worked day and night he would not have completed it within the deadline set by the contract but suddenly the devil appeared and reassured him: “I will build the bridge! Tonight it is not there but tomorrow it will be. And as for payment I will be satisfied with the first soul that will be crossing it"
The master builder decided to accept the deal and the next day the bridge was ready and finished.
At this point there remained the most important and awkward matter, that is how to get rid of that demon.
In fact at sunset he punctually came back to collect his credit, but his mocking satanic sneer soon ceased when he saw a pig standing there and slowly crossing the bridge: that was the soul he was entitled to seize!

The devil, bamboozled,  was greatly enraged and sank into the waters of the Serchio river, but his bridge, as beautiful as it is weird, can still be seen today in Borgo a Mozzano.


         
   
  
click this link to listen to the song: "Il Ponte del Diavolo"




domenica 29 dicembre 2013

Sabine, un calendario, ricordi e progetti.....

Mancano solo due giorni alla fine del 2013 e in questo periodo di riposo si pensa all'anno trascorso ricordando le belle cose fatte e  prefigurando un 2014 all'altezza delle aspettative nostre e di tutti  gli studenti che frequenteranno i nostri corsi.
In questo "bilancio" ci è stato di aiuto un regalo tanto inaspettato quanto gradito:  il calendario di Sabine, una nostra studentessa tedesca che conosciamo da ormai tanti anni  e che è diventata una carissima amica di tutti noi.   Un calendario con i mesi costellati di foto che Sabine ha scattato durante la sua permanenza a Lucca e alla LIS: lei è una bravissima fotografa e le foto sono straordinarie.
Per noi è quasi commovente che una studentessa abbia voluto farci un tale regalo, un segno di affetto che va ben oltre la dimensione del lavoro.
Approfittiamo di questa occasione per ringraziare ancora una volta Sabine, e con lei tutti i nostri studenti, che, ciascuno a suo modo, ci regalano sempre qualcosa di unico: la loro stima.  Ed è grazie a questo che vogliamo continuare a crescere e ad offrire le migliori lezioni e attività di lingua italiana. 

Grazie a tutti e Buon Anno Nuovo!

E ora gustiamoci insieme le foto di Sabine che sono una vera gioia per gli occhi!

Only two days to the end of 2013 and in this period of rest we think of the past year remembering the nice things we have done and prefiguring a 2014  on top of the expectations of ourselves and of all the students who are going to attend our courses.
On this retrospective  we are being supported by a gift  as much  welcome as unexpected:  a calendar from Sabine, a German student we have known for many years and who has become a dearest friend of all of us.
The months in the calendar are constellated with extraordinary pics taken by her during her stay in Lucca and at LIS:  she is indeed a great photographer!
We feel almost touched for the fact that a student has wanted to give us such a present, a sign of affection far beyond the professional aspect.
We take the occasion to thank again Sabine and also all of our students, each of whom in their own way give us something unique: their esteem and good opinions, thanks to which we aim to thrive and  offer the most enjoyable Italian classes and activities.

Thanks Everybody and Happy New Year!


And now let's  enjoy  the pics of Sabine, real eye candies!



Le nostre belle Mura

Daniela e Marina

L'edificio della scuola

Una via del centro, un gruppo di studenti e un bel cappuccino del bar sotto la scuola

Latte macchiato oggi

Tutti a cucinare!

Susanna all'opera in cucina; oggi pomodori ripieni...

L'Anfiteatro

Una delle fontane di Lucca

Gita a Pistoia

Eccola qui Sabine, con Antonella

Passeggiata sulle Mura

Ombrelloni variopinti

Gita alle 5 Terre

Lo vuoi un gelato?

La magia delle 5 Terre


Ancora a passeggio

Susanna, Eva e Laura tra le nostre colline

San Michele 

Lucca dentro e Lucca fuori

Marina racconta la storia del Volto Santo in occasione della Festa di Santa Croce

L'uva è matura

Angelo durante un suo concertino di organetto, a scuola

Autunno


Natale in città


lunedì 23 dicembre 2013

Lucca e altre città con le mura intorno
























Essere di Lucca vuol dire anche avere una particolare attrazione verso altre città che hanno mantenuto la propria cerchia muraria attraverso i secoli. Anch'io ho subito il fascino di questa "affiliazione" e viaggiando sono andato alla scoperta di alcune città fortificate che con la loro storia millenaria ancora così vivamente testimoniata  si offrono agli occhi e alla mente del visitatore.



Being born and raised in Lucca means also having a special attraction for other cities that have maintained their walled circle over the centuries.  I have been too under the spell of this affiliation and while traveling  I took the time to discover some fortified cities that offer themselves to the visitor's eyes and mind with their ancient history still so deeply witnessed.

Aigues Mortes  (Francia)
Montagnana (Italia)

Naarden (Olanda)
            



Nördlingen (Germania)

 Palmanova (Italia)

                               
                                                         
Cittadella (Italia)