Parlo Italiano...

...E LO SCRIVO, LO LEGGO, LO SMONTO....E LO RIMONTO!

domenica 16 novembre 2014

BALENE, pistrici e... delfini !!!

Lucca, "città dalle 100 chiese", viene così definita per il gran numero di edifici di culto risalenti a varie epoche differenti e, se consideriamo che molti palazzi signorili avevano la loro cappella privata, allora forse 100 sono anche poche!

Oltre alle chiese più conosciute, ce ne sono anche di piccole, meno famose ma non per questo meno affascinanti.
Un giorno, passando lungo la strada che da Piazza Bernardini porta a Piazza S.Martino, il mio sguardo si è soffermato sulla facciata della Chiesa della Santissima Annunziata dei Servi, conosciuta da noi lucchesi come la "Chiesa dei Servi".


Ho ripensato subito ad una vecchia storia che da piccola mi lasciava sempre senza parole per la sua stravaganza.
Ogni anno, il 3 di maggio, passavo di lì con mio nonno per andare a rendere omaggio alla "Santa Croce di Maggio" nella chiesa di S.Martino. Nonno mi raccontava sempre la storia "della balena di Lucca". Io dicevo ..."nonno mi prendi in giro!" e lui mi rispondeva: "Vieni che ti faccio vedere una cosa..."
Così mi portava sotto una lapide a fianco della porta d'ingresso della chiesa che, in latino, recita queste parole: "Balene, pistrici, delfini e orche e gli altri mostri dell'Oceano e del nostro mare, qualunque (mostro) tu hai o Nilo, qualunque ne annovera il mirabile Gange, questa sola bestia vi dà testimonianza. L'apertura della bocca e la costola dimostrano la vastità del rimanente corpo. Il mare Toscano la gettò sul Lido di Lucca nell'anno di salute 1495. Nicolao Tegrimi pose."



Nonno mi diceva che tanta gente era accorsa a vedere questo "mostro marino" poichè la carcassa della bestia si trovava proprio dove oggi si trova la lapide. Erano trascorsi solo tre anni dalla scoperta dell'America, e questa grande carcassa arrivata sul Lido di Lucca, oggi Viareggio, dava spazio alla fantasia della gente nell'immaginare storie di mare, mostri, tempeste e mondi sconosciuti.

giovedì 6 novembre 2014

Una bella novità! Lis cambia casa...si va in città!

Eccoci qua, siamo ormai pronti per condividere veramente con tutti quanti una novità che a noi fa tanta soddisfazione e che speriamo piaccia anche ai nostri studenti presenti, passati e futuri: LIS si trasferisce!!!
Dal prossimo 12 gennaio 2015, infatti, ci troverete dentro le Mura, in Via dei Bacchettoni 25, in un edificio che è veramente splendido....questo:

Ecco la nostra nuova "LIS"

La nuova sede avrà aule molto spaziose e luminose, una terrazza fantastica praticamente “sulle Mura”, e un giardino che fa parte dei giardini storici della città di Lucca!

Il retro dell'edificio

Vialetto del giardino

La Terrazza
Siamo davvero emozionati all'idea di questo cambiamento, e tanto entusiasti; in un certo senso, ci sentiamo un po' come 5 anni fa, quando eravamo all'inizio di questa avventura. Da quell'aprile 2010, quando abbiamo aperto la nostra piccola scuola LIS, fino ad oggi, siamo un po' cresciuti, ma il nostro spirito è veramente rimasto sempre lo stesso: lavorare con passione e trasmettere il nostro amore per la lingua e la cultura italiana ai nostri studenti.


Saluti da Angelo!

Dunque, vi abbracciamo tutti e vi aspettiamo con piacere nella nuova scuola, dove potremo anche fare lezione in giardino nella bella stagione, e da dove le Mura sembra si possano toccare (l'edificio è davvero a pochi metri dalle Mura, e le grandi finestrone sono proprio all'altezza della passeggiata).
A presto!

Daniela, Eva, Angelo e tutte le insegnanti LIS

Vista da una finestra


Ps: per chi ci conosce già: tranquilli, anche se non ci saranno i cappuccini del bar di Marco che noi e voi amiamo così tanto, ci stiamo attrezzando per offrirvi una pausa altrettanto piacevole, magari sulla terrazza, sotto un grande ombrellone, nelle belle giornate di sole...



mercoledì 3 settembre 2014

.....LA PORTA PER L'INFERNO!!

Durante un pomeriggio di luglio, dopo una salutare e liberatoria passeggiata sulle Mura, 

Le Mura


mi sono trovata a scendere dalla "scesa di S.Agostino" (la discesa adiacente alle carceri di S.Giorgio) e sono passata davanti alla Chiesa di S.Agostino: il portone era aperto e sono entrata. Alla memoria, mi è ritornata subito una storia che mio nonno mi raccontava da piccola e che mi faceva tanta tanta paura – ma ora che sono cresciuta vorrei condividerla con voi.

Chiesa di S.Agostino


Dunque: un giorno un uomo non molto religioso e per di più amante del gioco, perse tutti i suoi averi per una partita a carte. Ritornando a casa, disperato, passò di fronte ad un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino (che si trova nella chiesa) e, per sfogarsi, colpì con un sasso la spalla sinistra della Vergine. 

La Madonna del Sasso


 Improvvisamente la Madonna comincia a sanguinare e sposta il bimbo in grembo, dalla sinistra alla destra; non solo ..... sotto di lui si apre una voragine profondissima e l'uomo vi cade dentro, rimanendo per un po' a mezz'aria. Alla fine precipita negli inferi. In questo buco, alcune persone, provano a far scendere una corda per vedere la profondità......e quando la ritirano questa appare tutta sbruciacchiata. Decidono così di chiudere il passaggio per l'inferno con una pietra raffigurante una croce e ancora oggi se entrate nella chiesa, potete vedere gli affreschi che narrano la storia.....

Gli affreschi della Chiesa



ma soprattutto la misteriosa pietra che nasconde chissà quale terribile passaggio........ e forse forse a volte sarebbe bello poterla riaprire e buttare dentro qualcuno.........

La Porta dell'Inferno


English version:
During a July afternoon, after a healthy stroll along the walls, I found myself on the “Scesa di S.Agostino” (the adjacent drop down to the town prison) and I passed in front of the Church of St. Augustine: the door was open and I entered. In my memory, I recalled immediately a story that my grandfather had told me as a child and which scared me so much - but now that I've grown I would like to share this with you.
So: once upon a time, a man who was not very religious, and also a gambler, lost all his possessions in a game of cards. Returning home, desperate, passed in front of a painting of the Madonna and Child. Angrily, he struck with a stone the left shoulder of the Virgin. Suddenly Madonna starts to bleed and move the baby in the womb, from left to right; but, more than this, ..... beneath him a deep chasm suddenly opens and the man falls into it, staying for a while in midair. At the end he falls into the underworld. In this hole, some people are trying to bring down a rope to see the depth ...... and when you retire the rope is all burned. They decide to close the passage to hell with a stone bearing a cross and even today if you enter the church, you can see the frescoes that tell the story ..... but especially the mysterious stone that hides some kind of terrible passage .. and maybe ...... maybe sometimes it would be nice to be able to reopen and throw in someone .........

lunedì 25 agosto 2014

LIS in tour in Giappone!!!


In occasione del viaggio in Giappone della nostra insegnante/collaboratrice e soprattutto cara amica Lorenza (sì, proprio la Lorenza della scuola di italiano online L'Italiano da Lontano) che ha visitato le nostre scuole-partner nel Paese del Sol Levante, siamo stati ospiti della scuola di lingua italiana Ciao - Italiago (ecco il link http://www.italiago.com/, se volete farci un giro). Come al solito il Signor Kimura, direttore della scuola e profondo conoscitore della lingua italiana, ci ha riservato un'accoglienza nel più puro stile giapponese, perfettamente organizzata, in un clima caldo e cordiale. Dopo uno squisito e raffinatissimo pranzo privato, durante il quale abbiamo parlato dei progetti futuri che prevedono per  LIS Lucca Italian School e Ciao Italiago una lunga e duratura collaborazione, c'è stato l'incontro con alcuni studenti che frequentano le lezioni di italiano nella scuola di Tokyo. 
All'incontro era presente anche Kimiko, la figlia del Signor Kimura, anche lei studentessa di lingua italiana, che due anni fa ha trascorso una vacanza studio a Lucca frequentando i corsi di LIS Lucca Italian School e che ha parlato dei suoi ricordi lucchesi in termini entusiastici.
L'incontro con gli studenti è avvenuto in un ristorante italiano, che ci ha servito un buon espresso e un mosaico di dolci meraviglioso (ma come fanno i giapponesi ad essere così magri? Noi stiamo ingrassando ad un ritmo preoccupante!).  La conversazione con gli studenti è stata piacevole e divertente, la passione comune per la nostra bella lingua ci ha subito uniti. Abbiamo guardato anche i due brevi video preparati da Angelo per presentare due dei nostri corsi, “Parla e Cammina” e “Parla e Cucina”. La vista delle Mura, delle Cinque Terre, ma soprattutto delle tagliatelle di Eva hanno suscitato Ooooooooh! a non finire.
Insomma, avevamo talmente tante cose da dirci che, questa volta nel più puro stile italiano, siamo andati oltre il tempo massimo a disposizione - tanto che il Signor Kimura ha dovuto richiamarci all'ordine e chiudere la sessione, che però è continuata lungo la strada: nessuno aveva voglia di tornare a casa propria!
Ci siamo lasciati con un: "Il prossimo caffè lo prendiamo insieme a Lucca!"
Ecco qualche foto dell'incontro, e sotto ci sono i video che sono stati mostrati durante questo incontro: 





Video del corso Parla e Cucina, con le magiche tagliatelle fatte dalla nostra Eva:


Video del corso Parla e Cammina, tenuto da Angelo:



English translation: 
LIS Lucca Italian School in Japan.

Our dear friend and co-worker Lorenza (yes, Lorenza from the online school L'Italiano da Lontano) is currently in Japan, and she's visiting our partner-schools in the Land of the Rising Sun. Some days ago, she was kindly received by the Italian language school Ciao - Italiago (www.italiago.com here is the link if you want to have a look). As usual, Mr. Kimura, the director of the school who has a deep knowledge of the Italian language and culture, has been really kind to her, true Japanese style, and has perfectly organized a warm and friendly meeting with our teacher. Lorenza says: “After an exquisite and refined private lunch, during which we talked about the future plans that provide for LIS Lucca Italian School and Ciao Italiago a long and lasting partnership, there was a meeting with some of the students who attend Italian lessons in the school of Tokyo.
The meeting was also attended by Kimiko, the daughter of Mr. Kimura, who studies Italian language, and who was a student herself at LIS two years ago. She spoke of his memories of Lucca in glowing terms .
The meeting with the students took place in an Italian restaurant that served us a good espresso and a mosaic of wonderful desserts (but how can the Japanese be so slim? We are gaining weight at an alarming rate). The conversation with the students was enjoyable and fun, the common passion for our beautiful language joined all of us. We also watched the two short videos prepared by Angelo to show two of the courses of LIS Lucca Italian School, “Speak and Walk” and “Speak and Cook”. The view of the Walls, the Cinque Terre, but mostly he hand-made noodles prepared by Eva aroused Ooooh! to no end.
In short, we had so many things to tell us, this time in the purest Italian style, we went over the maximum time available so that Mr. Kimura had to remind us to close the session, but we continued along the road: no one wanted to go home!
We said goodbye with a "Next time we'll have a coffee together in Lucca!"


Thanks Ciao Italiago, Thank you Mr. Kimura, and see you in Lucca!”

sabato 2 agosto 2014

SULLE MURA CON..........JONA
Nebbia.......pioggerellina......e a passo veloce mi ritrovo davanti ad una costruzione quasi spettrale. Un po' diroccata, con un'aria sinistra, gli alti pozzi davanti all'ingresso, i muri coperti di rampicanti......questa è la famigerata " casa del boia "!

due foto della casa del boia prima del restauro


Novembre 2012. La foschia, la fredda brezza mattutina, fa presagire qualcosa di misterioso.
Sono passati 165 anni da quando i lucchesi bruciarono la ghigliottina e buttarono la lama nel mare di Viareggio.
Lucca, Repubblica Aristocratica, non è mai stata assetata di vendetta, e la pena di morte non fu mai amata dai lucchesi, per cui  il boia veniva "affittato" dalla città di Pisa.
Solo quando Lucca passò sotto il dominio di Napoleone, con sua sorella Elisa come reggente, venne ripristinata in città la pena di morte. Ma della figura del boia i lucchesi non ne volevano sentir parlare, e così venne chiamato a fare questo particolare mestiere un tale Tommaso Jona, da Roma, e gli venne concessa quella casa come abitazione.
Il suo lavoro qui a Lucca non fu per niente faticoso; infatti, non eseguì mai una condanna e quando, nel 1845, furono fissate cinque esecuzioni, ormai era troppo vecchio e fu sostituito per l'occasione da un altro boia di Parma.
Sole.....frescura mattutina....e a passo veloce mi trovo davanti ad una solare, pacifica costruzione: la nuova "casa del boia".
due immagini dell'edificio restaurato


Luglio 2014. Il sentimento che provo davanti a questo edificio, è curiosità, fascino.....e, se prima tutti ci giravamo alla larga, ora io per prima vorrei entrare e lasciarmi avvolgere da questa atmosfera fantastica.
Dopo tanti anni, questo edificio sarà finalmente destinato ad ospitare visitatori amanti dell'arte e del passato....... Addio Jona!!! .....ora la tua casa è nostra!!!



il cartello dei lavori


la festa dell'inaugurazione

English version:

ON THE WALLS WITH .......... JONA
Walking at brisk pace through mist and drizzle, I find myself in front of a ghostly building . A bit of a ruin, looking sinister, deep wells in front of the entrance, its walls covered with creepers ...... this is the infamous "executioner's house"!
November 2012. The fog and the cold morning breeze convey a presentiment of mystery.
It's been 165 years since the people of Lucca burned the guillotine and threw its blade into the sea of Viareggio.
The Aristocratic Republic of Lucca had never been thirsty for vengeance and the death penalty was not liked by the Lucchesi, so the executioner was hired from the city of Pisa.
Only when the city fell under Napoleon, his sister Elisa as his deputy, the death penalty was restored . But the Lucchese did not want to hear about the figure of the executioner, so they hired Tommaso Jona, from Rome, and he was given that house as his residence.
His work was not particularly hard as he never executed a sentence and when in 1845 five executions were fixed, he was too old for the job and was replaced by another man from Parma.
Sun ....and the cool of the morning .... at brisk pace I find myself in front of a solar and peaceful building: the new "executioner's house"
July 2014. Standing in front of this building I feel curiosity and enchantment ..... and if before we all  kept off it , now I myself would like to get in first and be wrapped in this fantastic atmosphere.

After so many years, this building will finally be assigned to welcome visitors and lovers of art and of the past ....... Goodbye Jona! Now your house is ours!

martedì 22 luglio 2014

La "pupporona"


- Senta, scusi! Mi sa dire dov'è Piazza San Salvatore?
- Piazza San Salvatore? Dove? A Lucca? Sono nato e vissuto in questa città, ma io questa piazza non la conosco! Ma, dica, che cosa sta cercando?
- Un negozio che vende frutta e verdura.

Il negozio ORTOFRUTTA


- Ahhh! Voleva dire Piazza della Pupporona. È vero... però noi la conosciamo con questo nome o Piazza della Misericordia, per le ambulanze, sa!!


la vetrina che riflette le ambulanze nella piazza


Quanti lucchesi si sono trovati ad affrontare una conversazione simile; già, per noi questa è Piazza della Pupporona e ci siamo molto affezionati. Nella piccola piazza che si trova proprio vicino a Piazza San Michele, c'è una fontana con una grande vasca e una statua che raffigura una Naiade (ninfa dell'acqua), fatta realizzare dall'architetto Lorenzo Nottolini nell'800.


La fontana

Nel dialetto toscano, la puppora è il seno e siccome la ninfa è rappresentata con un abito che lascia un seno scoperto, una puppora, da qui il nome alla piazza.

La "pupporona"


I lucchesi vanno a prendere l'acqua in ogni momento della giornata. È un'acqua "speciale" poiché si dice arrivi direttamente dall'acquedotto di Guamo che rifornisce tutta la città. Poco lontano dalla fontana, proprio vicino al negozio di frutta e verdura tanto ricercato, si trova una piccola corte chiamata "del ghiaccio". Qui, tanti anni fa, i lucchesi andavano a prendere il ghiaccio per conservare i cibi, prima che i frigoriferi entrassero nelle case.


La corte del ghiaccio

si può leggere ancora la parola "GHIACCIO" dipinta sulla parete

A quell'epoca, la piazza era conosciuta anche come "Piazza della legna" poichè vi si svolgeva il mercato della legna da ardere.
Insomma, una piccola-grande piazza dove tutti potevano trovare acqua-ghiaccio-fuoco e.......misericordia!

English translation
The "pupporona"
- Excuse me sir! Can you tell me where is Piazza San Salvatore?
- Piazza San Salvatore? Where? In Lucca? I was born and raised in this city, but I do not know this place! But, tell me, what are you looking for?
- A store that sells fruits and vegetables.
- Oh! You mean Piazza della Pupporona. It's true ... but we know it by that name or as Piazza della Misericordia, because of the ambulances, you know!
How many Luccans were involved in a similar conversation!; indeed for us this is Piazza della Pupporona and we are very fond of it. In the small square which is located next to Piazza San Michele, there is a fountain with a large basin and a statue that depicts a Naiad (water nymph), designed by the architect Lorenzo Nottolini in the 19th century
In the Tuscan dialect, the puppora is the breast and as the nymph is represented with a dress that leaves a bare breast, a puppora, hence the name given to the square.
The Luccans go to fetch water at any time of the day. That water is "special" because it is said to come directly from the Guamo aqueduct that supplies the city. Not far from the fountain, right next to the popular fruit and vegetable store, there is a small courtyard called "of the ice." Here, many years ago, the people of Lucca went to buy ice to preserve food before refrigerators entered their households.
At that time, the square was also known as the "square of wood" because there was held the market for firewood.

In short, a great little place where everyone could find water, ice, fire and ....... mercy!

domenica 13 aprile 2014

RICORDI E RITI DELLA PASQUA, TRA IL SACRO E IL PROFANO



Eccoci nella Settimana Santa, la settimana che precede la Pasqua. Ci sono diversi riti e svariate tradizioni che accompagnano questo periodo, e personalmente, fin da piccola, alcune di queste tradizioni le ho vissute più intensamente. Ecco quali sono i miei ricordi personali su questo periodo:
allora, prima di tutto, figlia e nipote di donne molto devote, nel senso anche un po' più “bigotto” del termine, ricordo con una punta di sofferenza e qualche nostalgia le cerimonie a cui dovevo partecipare, a partire dal Giovedì Santo: comincerò dalla lavanda dei piedi, una cerimonia che oggi considero molto suggestiva, ma a cui io allora non volevo assolutamente partecipare, perché mi imbarazzava moltissimo. 
Invece, niente da fare: come figlia di una delle donne più attive della parrocchia, bimba biondina, caruccia e piena di riccioli, figuriamoci se potevo essere esonerata da questa performance. E allora, vestita con una tunica bianca e con una ghirlanda fiorita tra i capelli, dai 5 ai 10/11 anni ogni giovedì santo ero lì, sull'altare centrale, in fila con altri sei o sette bimbi (anche loro figli o nipoti delle altre devote parrocchiane), tutti scalzi, aspettando di farsi lavare i piedi dal Sacerdote. Ogni volta pensando: questo è l'ultimo anno che lo faccio, giuro!

Tintoretto - La lavanda dei piedi


La mattina dopo, poi, c'era l'altro rito: il Giro delle Sette Chiese. E qui c'è da dilungarsi un po'... nella lingua italiana, l'espressione “fare il giro delle sette chiese” significa, in sintesi, perdere tempo, fare qualcosa di poco utile. Insomma, questo modo di dire ha assunto un significato piuttosto negativo. Nella tradizione dei riti pasquali, invece, fare il giro delle sette chiese era una sorta di piccolo pellegrinaggio: il Venerdì santo, infatti, si visitavano sette diverse chiese della città, e si pregava di fronte al Tabernacolo, particolarmente ornato per l'occasione. Naturalmente, anche mia madre ed io facevamo questo giro: si partiva, in bicicletta, dalla nostra chiesa (quella di S.Anna, proprio quella di fronte alla scuola LIS: i semi non cadono mai lontano dagli alberi!), e poi entravamo in città, dove le altre tappe erano le chiese di San Paolino, Sant'Alessandro, San Michele, San Frediano, Santa Maria Nera, per finire in San Martino, nella Cattedrale.
 
S.Anna, la chiesa di fronte alla scuola

San Paolino


Sant'Alessandro

San Michele
Santa Maria Nera

San Frediano




San Martino




Devo dire che questo giro delle sette chiese in fondo mi divertiva anche un po': tra una chiesa e l'altra, un paio di soste per qualche dolcetto si facevano sempre, e quando mamma era particolarmente allegra ci poteva scappare anche una coppa di panna montata alla Cubana (un bar storico in cima a Via Fillungo, peccato che oggi non ci sia più) o un pezzo di pizza da Felice (quella c'è ancora, per fortuna, in Via Buia – e la pizza è buona come allora). Certo, la panna o la pizza non si addicevano al giorno di penitenza più importante dell'anno, ma si sa, con i bambini qualche trasgressione ci sta...



Si tornava a casa, e si pranzava (senza carne assolutamente) con qualcosa di semplice. Alle tre del pomeriggio si sentivano le campane della chiesa suonare a morto: a casa mia, qualsiasi cosa si stesse facendo, eravamo in quel momento tenuti a interromperla, e a pregare in silenzio per qualche minuto.
A metà pomeriggio, infine, si tornava in città, per assistere alla Via Crucis: una processione organizzata dai Volontari della Misericordia, che giravano per le strade del centro tutti vestiti di nero e con un cappuccio in testa, con solo due buchi per gli occhi. Piuttosto inquietanti a vedersi, chiedevano offerte per i poveri e mettevano talmente paura che tutti erano pronti ad aprire il portafoglio... o almeno quella era l'impressione che facevano a me a quel tempo. 
Ecco un link a un video in cui si vede una parte di questa processione.

Poi, il sabato santo, si iniziavano i preparativi per il pranzo di Pasqua: spesso mamma preparava centinaia (veramente!) di tortelli, da mangiarsi il giorno dopo, e poi le torte, eccetera eccetera. Ma dei tipici piatti pasquali mi riprometto di parlarne in un altro post. 

martedì 18 febbraio 2014

LA CANZONE DEL PONTE DEL DIAVOLO

con i nostri studenti in visita al Ponte del Diavolo
Un giovane cantautore lucchese, Joe Natta, che normalmente scrive canzoni comico-demenziali con un linguaggio esplicito e colorito, nel suo ultimo lavoro ha voluto rendere omaggio alla tradizione del nostro territorio con una serie di canzoni dedicate alle leggende e ai loro personaggi della città e della Valle del Serchio.
Ascoltarlo è stata per noi una piacevole sorpresa: infatti alcuni dei suoi personaggi sono quelli che raccontiamo ai nostri studenti nelle attività culturali dei nostri corsi di lingua italiana. Quindi lo ringraziamo di cuore per questo contributo che vogliamo condividere con i nostri studenti e i lettori del nostro blog.
Una delle canzoni che più ci è piaciuta è quella dedicata alla leggenda del Ponte del Diavolo, che si trova a Borgo a Mozzano nella Media Valle del Serchio, un bellissimo e antico ponte costruito nel medioevo con l'aiuto del diavolo, così narra la leggenda. 
Ecco il testo della canzone di Joe Natta:
Il capomastro non riusciva a completare quel ponte che i due borghi del paese avrebbe unito oltre il fiume. Nonostante lavorasse giorno e notte non lo avrebbe mai finito nei tempi stabiliti dal contratto stipulato
Ma ecco apparire il diavolo che lo rassicura subito: il ponte lo costruisco io. Stanotte non c'è ma domattina ci sarà, e come pagamento mi accontenterò della prima anima che lo attraverserà
Il capomastro decise di accettare quel patto e il giorno dopo il ponte se ne stava lì bello finito. A questo punto però rimaneva la questione più importante e più spinosa ovvero togliersi di torno quel demonio!
Infatti verso il tramonto ritornò puntuale per il suo credito, ma il suo beffardo ghigno presto scomparì, quando vide un maiale che stava lì e piano piano tutto il ponte attraversò e quella fu la prima anima che gli toccò
Il diavolo abbindolato si imbestialì e nelle acque del Serchio scomparì. Però il suo ponte così bello quanto strano puoi vederlo ancora oggi a Borgo a Mozzano
La copertina dell'album - The album cover



clicca il link per ascoltare la canzone: "Il Ponte del Diavolo"


English translation
A young lucchese singer-songwriter, Joe Natta, who usually writes comic and crazy songs using a colourful and explicit language, with his latest work made a tribute to the traditions of our community with a series of songs dedicated to the legends and their characters in the city of Lucca and the Serchio valley.
We were very surprised and pleased to listen to him: some of his characters are in fact the same we use to tell our students in the cultural activities of our italian language courses.
We wish therefore to thank him very much for his contribution, which we are pleased to share with our students and blog readers.
One of the songs we like best is that on the legend of the Devil's Bridge, located in the town of Borgo a Mozzano in the Middle Serchio Valley, an ancient and beautiful bridge built in the Middle Ages with the help of the devil (at least according to the legend)



Here are the lyrics of the song by Joe Natta:
The master builder could not finish that bridge which would unite the two villages beyond the river
For all he worked day and night he would not have completed it within the deadline set by the contract but suddenly the devil appeared and reassured him: “I will build the bridge! Tonight it is not there but tomorrow it will be. And as for payment I will be satisfied with the first soul that will be crossing it"
The master builder decided to accept the deal and the next day the bridge was ready and finished.
At this point there remained the most important and awkward matter, that is how to get rid of that demon.
In fact at sunset he punctually came back to collect his credit, but his mocking satanic sneer soon ceased when he saw a pig standing there and slowly crossing the bridge: that was the soul he was entitled to seize!

The devil, bamboozled,  was greatly enraged and sank into the waters of the Serchio river, but his bridge, as beautiful as it is weird, can still be seen today in Borgo a Mozzano.


         
   
  
click this link to listen to the song: "Il Ponte del Diavolo"




domenica 29 dicembre 2013

Sabine, un calendario, ricordi e progetti.....

Mancano solo due giorni alla fine del 2013 e in questo periodo di riposo si pensa all'anno trascorso ricordando le belle cose fatte e  prefigurando un 2014 all'altezza delle aspettative nostre e di tutti  gli studenti che frequenteranno i nostri corsi.
In questo "bilancio" ci è stato di aiuto un regalo tanto inaspettato quanto gradito:  il calendario di Sabine, una nostra studentessa tedesca che conosciamo da ormai tanti anni  e che è diventata una carissima amica di tutti noi.   Un calendario con i mesi costellati di foto che Sabine ha scattato durante la sua permanenza a Lucca e alla LIS: lei è una bravissima fotografa e le foto sono straordinarie.
Per noi è quasi commovente che una studentessa abbia voluto farci un tale regalo, un segno di affetto che va ben oltre la dimensione del lavoro.
Approfittiamo di questa occasione per ringraziare ancora una volta Sabine, e con lei tutti i nostri studenti, che, ciascuno a suo modo, ci regalano sempre qualcosa di unico: la loro stima.  Ed è grazie a questo che vogliamo continuare a crescere e ad offrire le migliori lezioni e attività di lingua italiana. 

Grazie a tutti e Buon Anno Nuovo!

E ora gustiamoci insieme le foto di Sabine che sono una vera gioia per gli occhi!

Only two days to the end of 2013 and in this period of rest we think of the past year remembering the nice things we have done and prefiguring a 2014  on top of the expectations of ourselves and of all the students who are going to attend our courses.
On this retrospective  we are being supported by a gift  as much  welcome as unexpected:  a calendar from Sabine, a German student we have known for many years and who has become a dearest friend of all of us.
The months in the calendar are constellated with extraordinary pics taken by her during her stay in Lucca and at LIS:  she is indeed a great photographer!
We feel almost touched for the fact that a student has wanted to give us such a present, a sign of affection far beyond the professional aspect.
We take the occasion to thank again Sabine and also all of our students, each of whom in their own way give us something unique: their esteem and good opinions, thanks to which we aim to thrive and  offer the most enjoyable Italian classes and activities.

Thanks Everybody and Happy New Year!


And now let's  enjoy  the pics of Sabine, real eye candies!



Le nostre belle Mura

Daniela e Marina

L'edificio della scuola

Una via del centro, un gruppo di studenti e un bel cappuccino del bar sotto la scuola

Latte macchiato oggi

Tutti a cucinare!

Susanna all'opera in cucina; oggi pomodori ripieni...

L'Anfiteatro

Una delle fontane di Lucca

Gita a Pistoia

Eccola qui Sabine, con Antonella

Passeggiata sulle Mura

Ombrelloni variopinti

Gita alle 5 Terre

Lo vuoi un gelato?

La magia delle 5 Terre


Ancora a passeggio

Susanna, Eva e Laura tra le nostre colline

San Michele 

Lucca dentro e Lucca fuori

Marina racconta la storia del Volto Santo in occasione della Festa di Santa Croce

L'uva è matura

Angelo durante un suo concertino di organetto, a scuola

Autunno


Natale in città