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venerdì 28 ottobre 2016

L'allegria di Lucca Comics and Games


Ogni anno, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, Lucca si dipinge di mille colori vivaci: da tutta Italia, e anche dall'estero, arrivano gli amanti della manifestazione "Lucca Comics and Games", la più importante fiera italiana dedicata al fumetto, all'animazione, ai giochi di ruolo, ai giochi da tavolo, ai videogiochi...insomma al mondo della fantasia.
Qualcuno dice che sia anche la seconda fiera al mondo per numero di presenze: io non lo so, ma sicuramente si tratta di un evento unico e gigantesco.


Quest'anno, poi, si celebra un'edizione speciale: infatti è il 50° compleanno della festa! 
Da oggi 28 ottobre a martedì 1 novembre Lucca cambierà volto, e da città pacifica di provincia si trasformerà, per incanto, in una città piacevolmente invasa da centinaia di migliaia di appassionati, molti dei quali travestiti con i costumi più svariati e improbabili, ma sempre divertenti.







La tradizione del fumetto a Lucca iniziò nel 1966 con il Salone Internazionale dei Comics: la prima fiera era costituita da un tendone bianco a forma di pallone in Piazza Napoleone, e i visitatori erano pochi ma instancabili collezionisti di fumetti.






Con il passare del tempo, la manifestazione è diventata sempre più importante e oggi coinvolge l'intera città: durante i Comics, passeggiare tra la folla nel centro storico o sulle Mura è come entrare in un'altra dimensione, dove diventano reali e vivono di vita propria i personaggi dei fumetti e dei cartoni animati che ci hanno sempre fatto sognare, oppure hanno popolato i nostri incubi.





Se non siete mai stati a Lucca durante i Comics, vale la pena cominciare a organizzare il viaggio per il prossimo anno: è uno spettacolo magico, bizzarro e singolare, che almeno una volta, in tutta la sua variopinta confusione, merita di essere vissuto. 

Vi aspettiamo allora. A presto!!!

giovedì 11 febbraio 2016

Il Museo dell'Emigrazione a Lucca


A Lucca abbiamo un piccolo gioiello che ci racconta attraverso lettere, diari, fotografie, documenti d’archivio, documenti personali, libri e riviste la storia dell'’emigrazione italiana.

ll “Museo Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana” ha sede nel Palazzo Ducale di Lucca e prende il nome dal fotografo e appassionato collezionista fiorentino Paolo Cresci: fotografo scientifico dell'Università di Firenze si interessò per motivi personali all'emigrazione lucchese, e in 25 anni di attività raccolse più di 15.000 documenti.


Nel 1997 Cresci fu fra i principali organizzatori di "The World in My Hand”, una mostra sull’emigrazione italiana tra il 1860 e il 1960, allestita a Ellis Island, New York. Molti dei documenti di questa mostra li possiamo vedere oggi esposti in questo piccolo museo; essi ci permettono di ripercorrere l’esperienza migratoria di milioni di italiani di qualche generazione fa nelle tappe più significative e nelle vicissitudini più ricorrenti: dalle condizioni di vita di chi decideva di emigrare, ai preparativi per la partenza, al viaggio, all’arrivo nel nuovo paese, alla ricerca di un lavoro, alla vita vissuta con i piedi nella “Merica” e il cuore in Italia.

Oggi il tema dell'emigrazione è più attuale che mai, e forse anche per questo tutti dovrebbero visitare questo museo, bambini, adulti, anziani, italiani e stranieri. Il cammino dell'uomo non ha mai avuto pause, e avere la possibilità di guardare le fotografie, leggere le lettere e i diari di chi è partito tanti anni fa alla ricerca di una vita migliore può aiutare a capire il valore della tolleranza e della necessità di integrazione fra culture diverse.



Anche noi portiamo spesso i nostri studenti di lingua italiana a visitare questo Museo, e la visita si rivela sempre interessante e spesso anche commovente, specialmente per chi, tra i nostri studenti, ha lontane origini italiane.















domenica 24 gennaio 2016

La Grande Quercia di Lucca

Sulle morbide colline a pochi chilometri dalla città di Lucca si trova il piccolo paese di San Martino in Colle, e tra i filari di viti e antichi ulivi passa una stradina di campagna alla fine della quale sorge uno degli alberi monumentali più famosi e fotografati d'Italia e tutelato dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali, conosciuto da tutti i lucchesi come la “grande quercia”.

La Grande Quercia


600 anni di vita e dimensioni spettacolari: 450 cm di circonferenza del tronco, 24 metri di altezza, 40 metri di diametro della chioma; questa infatti ha una forma schiacciata, più sviluppata in senso orizzontale che verticale, caratteristica insolita per questo tipo di albero.


I nostri studenti con Angelo in visita alla Quercia

Caratteristica però spiegata benissimo dalla leggenda che racconta come le streghe si incontrassero attorno al grande albero per i loro riti e le loro magie e poi si riposassero e dormissero sui rami della grande quercia, schiacciandoli con il proprio peso.
Ma la quercia è detta anche “la quercia di Pinocchio”: si dice che l'albero sia stato fonte di ispirazione per Carlo Collodi quando ha pensato "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino".

La copertina del primo libro di Pinocchio

Nel libro compare un grande albero a cui il burattino viene impiccato dal Gatto e la Volpe, travestiti da due assassini che per fargli uscire le monete che aveva nascosto in bocca lo attaccano all'albero con una corda …... “detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli un nodo scorsoio intorno alla gola, lo attaccarono penzoloni al ramo di una grossa pianta detta la Quercia Grande”.



E a ben vedere più che leggenda potrebbe essere realtà che Carlo Collodi pensasse proprio alla grande quercia di San Martino: la mamma dello scrittore era originaria di Collodi, un piccolo paese sul confine tra Lucca e Pistoia (e proprio dal paese di Collodi c'è una strada che conduce al paese di San Martino), dove Carlo passava le estati e il cui nome lo adotta quale nome d'arte (il vero nome era infatti Carlo Lorenzini).

Collodi - il paese che sale dietro Villa Garzoni

Carlo Lorenzini, detto Carlo Collodi