Parlo Italiano...

...E LO SCRIVO, LO LEGGO, LO SMONTO....E LO RIMONTO!

domenica 30 ottobre 2011

Il porto di Lucca - the port of Lucca

Forse non tutti sanno che Lucca aveva un porto fluviale, attivo dall'epoca romana fino alla fine dell'800, che si trovava a Sud della città, nella zona di Via della Formica a San Concordio. Il nome Formica deriva probabilmente dal latino “forma”, termine che indicava una suddivisione del territorio. Il porto era lungo 68 metri e largo 16, con una darsena di 10x5 metri, 4 scali di attracco e un magazzino per le merci. Il canale della Formica era collegato al mare, a Firenze e a Pisa attraverso l'Arno dove giungeva attraversando il padule di Bientina.

Perhaps you did not know that Lucca had a river port, in operation since the Roman era and till the end of 1800, which was located south of the city, in the suburb of San Concordio adjacent to Via della Formica. The name Formica probably derives from the latin “forma”, which was a Roman term to define land distribution. The port was 74 yards long and 17 wide, with a dock of 11x4,5 yards, 4 mooring places and a warehouse. The Formica canal was connected to the sea, Florence and Pisa via the river Arno, where it emptied after crossing the marsh of Bientina.



(A sight of Lucca in 1700, showing the port with two freight boats on dock)

Le merci che durante i secoli arrivavano al porto di Lucca erano: il legname proveniente da Barga e dalla Garfagnana, che era portato a Lucca dalle acque del Serchio; le pietre da costruzione, ad esempio le pietre dell'ultima cerchia muraria provenivano dalla cava di Guamo e attraverso i canali giungevano fino a San Concordio; il sale dalla Versilia; i cereali, il riso e la farina, provenienti dai territori vicini e dai mulini lungo i fiumi. Invece le merci che partivano dal porto erano: i rifornimenti per i magazzini dei mercanti lucchesi in Europa; la seta che arrivava grezza e ripartiva lavorata per i mercati europei.

The goods arriving to the port of Lucca over the centuries were: timber coming from Barga and Garfagnana via the Serchio river; construction stones: for example, the stones for the walls were excavated from the Guamo quarry and reached San Concordio by the canal; salt from Versilia; cereals, rice and flour from the nearby territory and the mills along the rivers. The goods departing from the port were supplies for the warehouses of Lucchese merchants and silk, which arrived as raw material and once processed was shipped to the European markets.


(A map of 1843 showing the port location)

La rete fluviale Lucca-Pisa-Firenze aveva il vantaggio di essere rapida e sicura, ma poteva provocare malattie come il tifo, la malaria e il colera per il suo percorso nella palude, ed essere anche una via agevole per attacchi militari. La fine del porto è stata determinata dall'avvento della ferrovia nella seconda metà dell'ottocento. La darsena fu interrata alla fine dell'800 con la costruzione dei gasometri. Il canale servì poi fino alla seconda guerra mondiale per il trasporto locale di verdure dalla campagna, poi fu definitivamente intubato. Un comitato di cittadini vorrebbe il restauro e la valorizzazione del porto come monumento storico, e si oppone fortemente alla costruzione di un grande fabbricato che di fatto lo farebbe scomparire per sempre. Maggiori notizie possono trovarsi sul sito www.sanconcordio.it

The advantage of the fluvial network Lucca-Pisa-Firenze was to be safe and fast, yet diseases like typhus fever, malaria and cholera could be provoked along the way through the marsh, and military assaults could be made easier by the smooth route. The port ceased to be used after the construction of the railway in the second half of 1800 and the dockyard was interred for the building of great gasometers. The canal was used until the second world war for local transport of vegetables, then it was definitely laid underground. The citizens of San Concordio are urging for the restoration of the port and its exploitation as a historic site, strongly opposing the project for the construction of an enormous building, which would cause its final disappearance. You can find more news on www.sanconcordio.it


(The customhouse along the canal)


lunedì 24 ottobre 2011

Le “mondine” nel borgo antico – la festa della castagna a Colognora di Pescaglia


Ieri, domenica 23 ottobre abbiamo colto l'occasione di andare, insieme con i nostri studenti, alla festa della castagna a Colognora, il borgo ormai reso famoso dal Museo del Castagno e dalla presenza nel cinema come scenario del film di Spike Lee, Miracolo a Sant'Anna.

Siamo partiti da Lucca alla 2 del pomeriggio e siamo arrivati a Vetriano, il paese prima di Colognora, dove abbiamo lasciato le nostre macchine e utilizzato il servizio della navetta per arrivare fino al paese: questo perché la splendida giornata era molto invitante e c'era una gran folla di visitatori.

Colognora è un piccolo borgo a 600 metri di altezza nella media valle del Serchio, circondato da boschi di castagni e uliveti. E' un luogo particolare, fra collina e montagna, dove il castagno e l'ulivo quasi convivono. Il fascino di questo luogo è dato anche dai cipressi che si incontrano lungo la strada tortuosa che sale dal fondovalle e dai panorami che si possono vedere durante la salita.

Arrivati in paese, abbiamo potuto ammirare i numerosi banchi con i prodotti tipici e gli artigiani degli antichi mestieri, disposti lungo la strada in pietra del borgo. In piazza della chiesa c'erano i “mondinai”, che con le loro padelle arrostivano le castagne, accompagnate da un ottimo vin brulé. C'erano anche come ogni anno gli ospiti del paese di Pfaffenheim in Alsazia, gemellato con Colognora, che offrivano vino bianco, formaggio e pizze del loro paese. C'erano anche suonatori e cantanti, tra cui il nostro Angelo che ha percorso il paese con il suo organino, suonando e cantando canzoni tradizionali della Toscana.

Yesterday, Sunday October 23rd , we took the opportunity of going to the Chestnut Festival in Colognora together with our students. This hamlet is famous for its Museum of the Chestnut and also for being the set of a Spike Lee's movie : “Miracle at St. Anna”. We left Lucca at 2 in the afternoon and got to Vetriano, the village preceding Colognora, where we parked our cars and took a bus to reach the festival's place, as the splendid afternoon was so inviting that visitors were flocking.

Colognora is a hamlet at about 1900 feet on the middle Serchio river valley, surrounded by woods of chestnut trees and olive groves. It's a particular place, between hill and mountain, where the chestnut and the olive trees almost grow side by side. The charm of the place is heightened by the cypresses along the road and by the sights we can enjoy while going up from the bottom of the valley

Once in the village, we could browse through and admire stalls with typical products and local people displaying old trades, placed along the stone-paved street. In the small church square we found the “mondinai” , offering roasted chestnuts and hot mulled wine to the visitors. There were also the friends from Pfaffenheim, in Alsace, a twin village of Colognora, offering good white wine, cheese and pizzas from their land. There were also musician and singers, among whom Angelo playing his accordion and singing traditional Tuscan songs.


domenica 2 ottobre 2011

Idelfonso Nieri e la cultura popolare lucchese


Idelfonso Nieri (1853-1920) fu un letterato e filologo lucchese, che si dedicò alla raccolta e alla divulgazione delle espressioni del popolo, sia in prosa che in poesia. La sua opera è essenziale per la conservazione e la trasmissione in forma scritta di una cultura, che oggi sarebbe ormai dimenticata. Tra i suoi lavori c'è un libro dal titolo "Cento racconti popolari lucchesi", che fu pubblicato per la prima volta nel 1906. Di queste storie, alcune vere, altre di fantasia, di contenuto comico o moralistico, per spiegare un proverbio o una frase comune, ne ho scelta una, che nella sua ingenua semplicità, ha anche un valore patriottico.
Il linguaggio è originale e alcune parole sono vernacolari e non più in uso, ma la storia è pienamente godibile anche oggi.

Ma che pretensioni!.....-

Venticinque o trent'anni fa giù per il nostro piano c'era un uomo che aveva preso moglie di fresco. Dir che fosse un cattiv'omo, non si potrebbe dire, ma delle volte era un po' bestialotto e aveva delle ragionacce spallate. Subito che la su' donna fu grossa, lui gli cominciò a dire: "M'hai a far Vittorio, m'hai a fare il nostro re, e vo' Vittorio! E m'hai a fare un Vittorino!" e non la finiva mai con questo re e con questo Vittorio. Ma venne l'ora del parto, e fu una donna. Come ci restò brutto! Vi basti che seguitò a maltrattare e a rimbrontolar la moglie per un mese, povera donna! Come se ci avesse colpa lei. "Be', per questa volta ti perdono, ma quest'altra, pover'alle tu' costole, se non mi fai Vittorio!" Come Dio volle ecco che la donna ridiventò gravida, e lui tutti i momenti a soccannarla e a tribolarla. "E m'hai a far Vittorio, e vo' Vittorio, e se mi fai un'altra pisciona, son bòtte e ti rimando con tu' madre"; e lì a farla star male e anco piangere con queste belle pretensioni. Ora viene che partorisce e fa due gemelli, due bellissimi maschiotti! La prima volta che lui uscì fuori, un amico gli domandò: "E be', che t'ha fatto poi la tu' moglie?" - "Povera donna! M'ha fatto Vittorio e po' anco Garibaldi!"

Idelfonso Nieri (1853-1920) was a lucchese scholar and philologist, who devoted himself to the collection and the literary rendition of the people's expression, both in prose and in poetry. His work was fundamental for the preservation and the handing down in written form of a culture, which today would be otherwise forgotten. Among his works there is a book entitled "One Hundred Lucchese Folk Tales", published for the first time in 1906. From these stories, some real, some imaginative, with a comic or moralistic content, to explain a proverb or a common sentence, I have chosen one, that for all its naivety, assumes a patriotic significance.
The language is original and some words are vernacular and no more used, but the tale is fully enjoyable even today.

What kind of demands!.....-

Twenty-five or thirty years back, down on our plain there was a man who was freshly married. You could not say he was a bad man, but sometimes he was a little bestial and nourished crazy thoughts. As soon as his wife was pregnant, he started to say "You got to bring me Vittorio, you got to bring me our king, I want Vittorio! You got to bring me a little Vittorio!", and he never stopped asking for the king and for Vittorio. But when the delivery came, it was a baby girl. How he was shocked! Suffice it to say that he kept mistreating and blaming his wife for a month, like it was the poor woman's fault. "Well, this time I will forgive you, but if you do not bring me Vittorio next time your poor ribs will hurt" God willing, the woman became pregnant again, her husband all the time urging and tormenting her. "You got to bring me Vittorio, I want Vittorio, if you bring me another girl, I will beat you and send you back to your mother" and he did her harm and made her cry with his crazy demands. Then she delivered giving birth to two twins, two lovely baby-boys! The first time he went out, a friend asked him: " Well then, what did your wife bring you?" - "Poor woman! She brought me Vittorio and even Garibaldi!"