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venerdì 16 novembre 2012

L'INCREDIBILE STORIA DI BENEDETTO BARSOTTI



Abbiamo conosciuto recentemente un signore francese, Patrick Moreaud, che ci ha raccontato la storia sua e della sua famiglia con un tale entusiasmo da farci decidere di scrivere un breve resoconto di questa "avventura".

  Il Signor Moreaud
Patrick è un discendente della famiglia Barsotti di Lucca. Ma ne è ignaro, almeno fino a quando, al momento di andare in pensione dopo 40 anni di intensa attività di architetto e designer, ritrova il certificato di nascita di sua nonna Clotilda Barsotti, nata a Tunisi nel 1875 e madre di Aurora, la mamma di Patrick. Sul certificato c'è scritto che è una signora di nazionalità italiana originaria di Lucca, in Toscana.
Patrick tutto questo lo aveva quasi dimenticato, anche se spesso gli veniva da pensare che il suo saper fare, la sua creatività venivano da un'italianità nascosta in lui. Si ricorda di Tunisi, che aveva dovuto lasciare dopo l'indipendenza con la propria famiglia spogliata di tutto e totalmente rovinata.
Ma il nome della città di Lucca, da dove proveniva la nonna Clotilde, gli riporta alla memoria una bellissima storia di tanti anni fa, quando era ancora un ragazzino con gli occhi azzurri del colore del mare Mediterraneo e i capelli riccioluti e biondi.
Ed ecco le sue parole per raccontare quella storia:
Troppo piccolo in quest'epoca per andare in Francia con i miei genitori, rimanevo a casa sotto l'affettuosa protezione della mia madrina Leontina Barsotti, che chiamavo 'Zia Leo', una madrina che mi coccolava durante l'assenza dei miei genitori e posso dire ancora oggi che pensando a quei momenti mi viene in bocca il sapore delle sue frittelle e di tanti altri dolci. Come ancora mi ricordo della sua dolcissima voce, una voce che mi faceva viaggiare attraverso tutti i paesi che aveva visitato.
Una sera Leontina mi ha detto: "Patrizio mio, è il momento di sapere perché sei nato a Tunisi e di conoscere la storia della famiglia di tua madre Aurora. Bisogna sapere che tutti i Barsotti nati a Tunisi sono discendenti di uno schiavo del Bey, il re di questo bellissimo paese.
I Barsotti di Lucca, nel 13° secolo, erano una delle cinque famiglie che praticavano l'Arte della Seta, e sono sempre rimasti in città con numerosi discendenti. Ma facciamo un salto nella storia dei Barsotti per arrivare fino a Benedetto Barsotti, figlio di Jacopo e Petronilla, nella prima metà dell' '800. In quest'epoca, il palazzo dei Barsotti si trovava in Via Vittorio Veneto, vicino al Palazzo Ducale. Jacopo Barsotti è un grande negoziante di olio d'oliva e di prodotti tipici toscani e commercia molto con i paesi stranieri, tra cui l'Inghilterra. Il suo magazzino si trova vicino a casa sua in Via della Dogana.

 Produzione e commercio della seta
Un giorno del 1824, il giovane Benedetto esce dal suo palazzo in Via Veneto, passando da Corso Garibaldi fino a Porta San Pietro, e firma il registro di uscita dalla città, dicendo che va a fare una passeggiata sul mare.
Aveva 25 anni, ma non sapeva che a quel tempo  nel mare Mediterraneo si trovavano molti pirati tunisini, pagati dal Bey di questo paese, che facevano razzie sulle coste italiane per catturare numerose persone da utilizzare come schiavi. E così Benedetto ha fatto la sua ultima passeggiata sul mare, perché è stato rapito dai pirati, arrivando  poi dopo qualche giorno in barca con le catene ai piedi al porto di La Goulette di Tunisi (importante porto vicino alla capitale dove arrivano anche le barche dei pescatori tunisini). Questo giovane schiavo aveva fatto gli studi a Lucca, sapeva leggere, scrivere e far di conto, mentre gli altri schiavi italiani erano contadini o pescatori, mai andati a scuola.

                                                              Il temibile pirata Barbarossa
Benedetto si è così distinto dagli altri schiavi e i Tunisini hanno capito che questo lucchese aveva delle capacità da sfruttare al meglio per il loro paese, e  il suo destino è cambiato: qualche anno dopo è diventato uno degli Ammiragli dell'importantissima flotta del Bey di Tunisi. Felice del suo nuovo destino in questo bel paese che all'epoca iniziava a svilupparsi, ha sposato Maria Lacomare, originaria di Trapani e da questo matrimonio sono nati nove bambini. Da lì, è cresciuta in questo paese una delle grandi famiglie di Toscana, che ha fatto parte dell'aristocrazia italiana partecipando al suo sviluppo economico, culturale, artistico e scientifico.
A questo punto della storia dei Barsotti, Zia Leo ha detto:
"Patrick, è arrivata l'ora di dormire: la storia della tua famiglia non finisce qui, ma bisogna ricordarcela per capire, caro mio tesoro, che con il sapere, il coraggio, la volontà e la determinazione che ha avuto il tuo bisnonno Benedetto Barsotti, quale che sarà il tuo destino, troverai la strada giusta: buonanotte, amore mio, rimango vicino a te"
E Patrick si è addormentato subito, viaggiando sul l' azzurro  Mediterraneo come Ammiraglio di una flotta di navi alla scoperta del Mondo.....
Una bellissima storia davvero: storia vera o leggenda per far fare dei bei sogni a un bambino?
Storia rimasta in un angolo della mia memoria, che viene alla luce oggi, leggendo il documento sulle origini lucchesi di mia nonna Clotilda Barsotti.
Così mi è venuto il desiderio di saperne di più, e forse anche di capire la mia Italianità e la mia Lucchesità, di capire, oggi, il mio desiderio di studiare a scuola la lingua italiana, di andare, tanti anni dopo, per i miei progetti, a cercare le competenze molto creative degli italiani del Nord, del Centro, del Sud, di ascoltare i grandi compositori di musica classica: Vivaldi, Boccherini, Puccini e tanti altri, di poter parlare la lingua dei miei antenati senza aver sentito a casa mia una parola di italiano da mia mamma Aurora, di mettere sempre l'accento tonico al posto giusto, leggendo la Divina Commedia di Dante alla mia professoressa di italiano, che non ha mai capito come un piccolo francese potesse farlo senza sbagliarsi.
Detto questo, Patrick e sua moglie Marianne decidono di andare a scoprire Lucca al più presto e dal primo giorno si sono innamorati della città.
Due anni di ricerche genealogiche, aiutati da amici di Lucca, per ritrovare tracce dell'avo Benedetto Barsotti.
E un giorno di grandissima emozione è stato quello della scoperta di un documento INCREDIBILE..... un documento ufficiale, sul quale era scritto e confermato dell'uscita di Benedetto Barsotti, figlio di Jacopo Barsotti di Via Veneto in Lucca a Pasqua del 1824, senza traccia del suo ritorno.
Ho capito meglio da questo giorno il perché a Lucca mi sentivo a casa mia, e ho avuto la certezza che quella storia di famiglia non era una leggenda.
THE INCREDIBLE STORY OF BENEDETTO BARSOTTI
We have recently known a French gentleman, Mr Patrick Moreaud, who has told us the story of himself and his family with such enthusiasm, that we have decided to write a piece on his "adventures".
Patrick is a descendant of the Barsotti family from Lucca. But he has not been aware of it, at least until    when he retired after 40 years of intense activity as architect and designer, and he chanced to find   the birth certificate of his grandmother Clotilda Barsotti, born in Tunis in 1875 and mother of Aurora, Patrick's mother. The certificate says she is a lady of Italian nationality, coming from Lucca in Tuscany.
Patrick had almost forgotten this, even though many times he had a feeling that his skill and his creativity came from the Italianity he brought hidden inside. He remembers Tunis, the city he had been forced to leave after the independence, his family disrobed of anything and totally ruined.
But the name of the city of Lucca, where his grandma Clotilde came from, brought  to his memory a beautiful story of many years back, when he was a little boy with Mediterranean blue eyes and curly blonde hair.
Here are his words to recount that story:
As I was too young then to go to France with my parents, I stayed at home under the loving protection of my godmother Leontina Barsotti, whom I called Aunt Leo, a woman who babied me during the absence of my parents, and even today when I think of those moments, I feel the taste of her pancakes and lots of other cookies, as well as I recall her sweet voice, which made me travel through all the countries she had been to.
One night Leontina told me “Patrick dear, it's time you knew why you were born in Tunis and the story of your mother Aurora's family. You must know that all Barsotti's born in Tunis are the descendants of a slave of the Bey, the king of this wonderful land.
The Barsotti's in Lucca, back in the 13th century, were one of the five Lucchese family plying the Silk Trade, and have always lived in town with many descendants. Let's now step forward in the Barsotti's story until we meet Benedetto Barsotti, son of Jacopo and Petronilla, during the first half of 1800. In that period, the Barsotti palace was in Via Vittorio Veneto, near Palazzo Ducale. Jacopo Barsotti was a big trader of olive oil and typical Tuscan products which he sold also in foreign countries notably in England. His warehouse was near his home, in Via della Dogana.

                                                            Traders on the Silk Route
On a day of 1824, the young Benedetto went out of his palace in Via Veneto, walked along Corso Garibaldi to Porta San Pietro and signed the record of exit from the city, declaring to be going to the seaside for a walk.
He was 25 years old, yet he was unaware that in that period the Mediterranean sea was ploughed by lots of Tunisian pirates, hired by the Bey of that country to raid the Italian coasts and capture men to be used as slaves. So Benedetto went for his last walk on the seaside, as he was seized by the pirates and some days after was landed in chains at the port of La Goulette in Tunis (important harbour near the capital, which also serves the Tunisian fishing boats).

                                                                Pirate ships at sea
The young slave had studied in Lucca, could read, write and reckon, while the other Italian slaves were simple uneducated peasants or fishermen. So Benedetto distinguished himself among the other slaves and the Tunisian felt the young man from Lucca had talents to make the most of for their country, so his destiny changed and some years later he became one of the Admirals of the powerful Bey of Tunis' fleet.
Happy with his new perspective in this beauitful land, which at that time was starting to develop, he married Maria Lacomare, coming from Trapani, and they had nine children. One of the great families from Toscana has since grown in this country, becoming part of the Italian aristocracy and contributing to its economic, cultural, artistic and scientific development"
At this point of the Barsotti's tale, Aunt Leo said:
“Patrick, it's time to sleep: the story of your family does not finish here, but you must keep it in mind, my darling, that with your great grandfather Benedetto Barsotti's knowledge, will, courage and determination, whatever you destiny will be, you will find the right way: good night, love, I will be near you”
And Patrick fell asleep, dreaming of traveling on the Mediterranean blue sea as an Admiral of a fleet discovering the world.....
A very enticing story indeed : a true story or a tale told to bring sweet dreams to a child?
A story hidden for years in a corner of my mind, and coming forth today, while I read the document stating the Lucchese origin of my grandmother Clotilda Barsotti.
So I longed to know more, to understand my Italianity and my “Lucchesity”, my desire to learn the Italian language, to go and look for the creative skills of the Italian from the North, the Centre and the South to help me in my creations, to listen to the great classical composers: Vivaldi, Boccherini, Puccini and lots more, to be able to speak my ancestors' language without ever hearing a single Italian word from my mother Aurora at home, to always put the tonic accent in the right place while reading the Divine Comedy to my Italian teacher, who did not understand how a small Frenchman could do that without mistakes.
That said, Patrick and his wife Marianne decided to move to Lucca as soon as possible and from their first day they fell in love with the city
It took two years of genealogical investigation, with the help of friends from Lucca, to find traces of the forefather Benedetto Barsotti.
And one day, I felt the deepest emotion when I found an UNBELIEVABLE document...... an official written statement of the exit from Lucca of Benedetto Barsotti, son of Jacopo Barsotti, Via Veneto, on the Easter of 1824, with no trace of his returning home.
From this day I could explain better why I felt at home in Lucca and I had the certitude that the story of my family was not a legend.

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