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giovedì 11 febbraio 2016

Il Museo dell'Emigrazione a Lucca


A Lucca abbiamo un piccolo gioiello che ci racconta attraverso lettere, diari, fotografie, documenti d’archivio, documenti personali, libri e riviste la storia dell'’emigrazione italiana.

ll “Museo Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana” ha sede nel Palazzo Ducale di Lucca e prende il nome dal fotografo e appassionato collezionista fiorentino Paolo Cresci: fotografo scientifico dell'Università di Firenze si interessò per motivi personali all'emigrazione lucchese, e in 25 anni di attività raccolse più di 15.000 documenti.


Nel 1997 Cresci fu fra i principali organizzatori di "The World in My Hand”, una mostra sull’emigrazione italiana tra il 1860 e il 1960, allestita a Ellis Island, New York. Molti dei documenti di questa mostra li possiamo vedere oggi esposti in questo piccolo museo; essi ci permettono di ripercorrere l’esperienza migratoria di milioni di italiani di qualche generazione fa nelle tappe più significative e nelle vicissitudini più ricorrenti: dalle condizioni di vita di chi decideva di emigrare, ai preparativi per la partenza, al viaggio, all’arrivo nel nuovo paese, alla ricerca di un lavoro, alla vita vissuta con i piedi nella “Merica” e il cuore in Italia.

Oggi il tema dell'emigrazione è più attuale che mai, e forse anche per questo tutti dovrebbero visitare questo museo, bambini, adulti, anziani, italiani e stranieri. Il cammino dell'uomo non ha mai avuto pause, e avere la possibilità di guardare le fotografie, leggere le lettere e i diari di chi è partito tanti anni fa alla ricerca di una vita migliore può aiutare a capire il valore della tolleranza e della necessità di integrazione fra culture diverse.



Anche noi portiamo spesso i nostri studenti di lingua italiana a visitare questo Museo, e la visita si rivela sempre interessante e spesso anche commovente, specialmente per chi, tra i nostri studenti, ha lontane origini italiane.















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