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martedì 23 agosto 2011

Giuseppe Giusti scrive a Dante Alighieri


Andando a Montecatini Alto, non si può non notare l'attaccamento di quel borgo al poeta Giuseppe Giusti (1809-1850), che vi risiedette nella casa vicino alla chiesa, e a cui è dedicata la piazza principale. Per curiosità sono andato a cercare le opere del Giusti, vissuto nella prima metà dell'ottocento: si tratta di poesie dal carattere piacevole, a volte pungente, a volte malinconico, con argomento la vita nella provincia toscana nei suoi vari aspetti - l'amore, la religione, i rapporti sociali, la politica....
E ne ho trovata una che mi è particolarmente piaciuta : è un sonetto di argomento politico dedicato a Dante, il sommo poeta. Il Giusti fa un paragone tra la situazione dell'Italia del 1848, e quella di Firenze nel Trecento, quando Dante fu costretto all'esilio per le sue idee.

A DANTE

Allor che ti cacciò la parte Nera
Coll'inganno d'un Papa e d'un Francese
Per giunta al duro esiglio, il tuo paese
Ti diè d'anima ladra e barattiera:
E ciò perché la mente alta e severa
con Giuda a patteggiar non condiscese
Così le colpe sue torce in offese
Chi ripara di Giuda alla bandiera
E vili adesso e traditori ed empi
ci chiaman gli empi i vili i traditori,
Ruttando sé devoti ai vecchi esempi.
Ma tu consoli noi, tanto minori
A te d'affanni e di liberi tempi,
Di cuor, d'ingegno, e di persecutori.

When we go to Montecatini Alto, we can easily notice the attachment of that hamlet to the poet Giuseppe Giusti (1809-1850), who lived there in a house near the church and to whom the main square is dedicated. Out of curiosity I glanced through a book of Giusti's works: they are agreeable poems, sometimes pungent, sometimes melancholic, dealing with the life in the Tuscan province in its various aspects - love, religion, social relationships, politics.......
And I found one, which I liked very much : it's a sonnet with a political meaning dedicated to Dante, the greatest Poet, as it compares the situation in Italy in 1848 to that of Florence in 1300, when Dante was forced to be exiled for his convictions.

TO DANTE

When the Black party threw you out
By the deception of a Pope and a Frenchman
In addition to hard exile, your country
named your soul thief and swindler
Because your high and austere mind
Did not accept a pact with Judas
So those who turn their wrongs to offence
They take shelter under Judas' flag
And wicked, craven and traitors
The wicked, the craven, the traitors call us
Burping their devotion to the old models
But you comfort us, so lesser than you
in worries and in freedom,
in heart, in mind, and persecutors.

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