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mercoledì 4 settembre 2013

Mario Tobino, psichiatra, poeta e scrittore


Mario Tobino è stato un medico e scrittore di poesie e romanzi nato a Viareggio e vissuto per molta parte della sua vita vicino a Lucca, all'interno dell'Ospedale psichiatrico di Lucca (il manicomio, come lui lo chiamava) dove lui esercitava la professione di psichiatra. E' morto nel 1991.
Molti dei suoi lavori letterari hanno forti tinte autobiografiche e sono ambientati nei luoghi che lui conosceva in prima persona, e quindi qui a Lucca, o a Viareggio, o nell'ospedale psichiatrico.

Questo è un brano tratto dal suo romanzo “Il Clandestino”, vincitore del Premio Strega nel 1961 (il più famoso premio letterario in Italia). In questo brano lo scrittore descrive a suo modo la nostra città, e mi sembra particolarmente suggestiva l'idea di Lucca come una casa, in cui si passa da una stanza all'altra, e in cui le Mura fanno da cornice, da margine:

"Anselmo e Roderigo presero a passeggiare in silenzio per 
l’antica città; in alto, disegnate dagli stretti muri, apparivano virgole di cielo. Palazzi, chiese, sontuose inferriate di finestre, case che una volta furono di servi, si susseguivano. In via del Crocefisso, dipinto su un muro giallo, c’era un Cristo inchiodato alla croce. Il fianco della chiesa del Battista era bianco e solitario, sembrava fatto di ossa. Ogni tanto sopravanzavano da un muro fronde di un giardino patrizio. «Andiamo sulle mura?» propose Roderigo. «Ne ho sentito parlare, non ci sono mai stato.» Tutto nella città era vicino; era come da una stanza si passasse all'altra, una casa dai numerosi diverticoli, dalle multiple magie. Le mura racchiudevano tutto ciò, erano alberate, un grande viale sovrastante la città, grossi margini di una conca. 
"Sì, andiamo" rispose Anselmo e non gli sembrò possibile che fossero venuti in quella città per degli amici che erano in carcere. 
Superarono una leggerissima salita e furono sulle mura.La primavera inoltrata aveva riempito i rami di foglie; in molte parti il muschio ricopriva le terra."











Pubblico molto volentieri un'intervista video fatta a Mario Tobino, in cui lui racconta della sua esperienza unica presso il Manicomio, e della sua vita con e per i suoi pazienti.

Ed ecco una foto di questo uomo straordinario:

Mario Tobino dentro il "suo" Manicomio



English version: 
Mario Tobino, a psychiatrist, poet and writer

Mario Tobino was a physician and writer of poetry and novels, born in Viareggio. He lived for much of his life near Lucca, inside the Psychiatric Hospital of Lucca (the Manicomio, as he called it), where he was a psychiatrist. He died in 1991.
Many of his literary works have strong autobiographical shades and are set in places that he knew firsthand: Lucca, Viareggio or the psychiatric hospital.

This is an excerpt from his novel "Il Clandestino," which won the Strega Prize in 1961 (the most famous literary award in Italy). In this passage, the writer describes our city, and I find particularly attractive the idea of Lucca as a house, in which you move from one room to another, and where the walls are the frame, the margin:

"Anselm and Roderigo took a walk in silence for the ancient city; designed by the narrow walls, sky commas appeared. Palaces, churches, sumptuous railings windows, houses that were once the servants'ones, followed one another. In Crocifisso street, painted on a yellow wall, there was a Christ nailed to the cross. The side of the church of John the Baptist was white and solitary, seemed to be made of bones. Every so often branches of a sumptuous garden outweighed by a wall . "Shall we go on the walls?" Roderigo suggested . "I've heard of them, but have never been there." Everything in the city was so close that it was as you passed from one room to another, a house with numerous diverticula, with multiple spells. The walls enclosing everything, there were trees on top, a great avenue overlooking the city, large margins of a basin.
"Yes, let's go," said Anselmo, and it did not seem possible that they had come in that city for some friends who were in prison.
They passed a slight climb and were on the walls. Spring had filled the branches of leaves, everywhere the moss covered the ground. "

I happily publish this video interview in which he tells of his extraordinary experience at the Hospital, and of his life with and for his patients.


And here is a picture of this amazing man:



1 commento:

  1. Ciao!! Se avete tempo di passare dal mio blog, vi vorrei consegnare un premio! Baci, Cristina

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