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mercoledì 21 marzo 2012

Il racconto di Francesco sulle cose perdute

Francesco Guccini non finisce mai di sorprenderci: recentemente è uscito infatti un suo nuovo libro intitolato "Dizionario delle cose perdute", una narrazione leggera e divertente, mai noiosa e sempre interessante, sugli oggetti, i personaggi e le storie che fanno parte dei suoi ricordi del periodo del dopoguerra, fino agli anni '60. Ecco qui la sua presentazione del libro in un'intervista televisiva:




Sono pagine dense di umorismo e di nostalgia, che descrivono una parte di storia vissuta dalla gente del popolo attraverso le cose che oggi non ci sono più, ma che hanno lasciato una traccia indelebile nella memoria comune.

E anche noi, nati e cresciuti un po' più tardi, ritroviamo alcune cose con cui abbiamo avuto contatto nella nostra infanzia, e facciamo la conoscenza di altre di cui non abbiamo avuto esperienza diretta, ma che sentiamo ugualmente familiari.
Per esempio il "flit" o "fritte" come si pronunciava a Lucca, un tipo di insetticida americano, che si spruzzava nel'aria con una macchinetta a stantuffo.


O i treni a vapore, di cui anch'io ricordo l'ultimo a fare servizio sulla linea Lucca Aulla, fino al 1970 circa, quando mi fermavo al passaggio a livello mentre andavo a scuola e lo vedevo sfilare con il macchinista e il fuochista ad alimentare il motore a carbone, anneriti dalla polvere e dal fumo.


E la "naia", cioè il servizio militare obbligatorio, termine che Francesco dice derivi dal tedesco austriaco "die Neue", cioè le reclute appena arrivate, alle quali erano destinati gli scherzi più o meno pesanti dei "nonni", cioè quelli che avevano quasi completato l'anno di servizio.


E i giochi, non ancora tecnologici, ma piuttosto artigianali e che ci inventavamo o costruivamo da soli, magari con l'aiuto di ragazzi più grandi ed esperti. In particolare mi ricordo il carrarmato fatto con un rocchetto di legno, che, meraviglia delle meraviglie, con un meccanismo riuscivamo a far muovere senza bisogno di batterie.
E il "trabiccolo" o come era chiamato più precisamente: "il prete" di forma ovoidale, e "la suora" di forma semisferica, che serviva per scaldare i letti con la brace prima di andare a dormire.

Queste sono solo alcune delle molteplici cose raccontate nel libro di Guccini, che consigliamo di leggere per il suo linguaggio facile e scorrevole, il suo amore per la tradizione e la testimonianza di una cultura e di un modo di vivere in un tempo passato, ma ancora vivo nella memoria di molti.

English translation

Francesco Guccini is an inexhaustible source of surprises: his book "Dictionary of lost things" has come out recently with an easy and amusing narration, never boring but always interesting, about objects, characters and stories belonging to his memories of the post war period until the sixties.
They are pages teeming with humour and nostalgia, describing a piece of history lived by the common people through the things that today do not exist anymore, but have left an indelible sign in the popular memory.
And we too, born and raised some years later, can find things we have been in touch with during our childhood, and get to know others not directly experienced, but all the same inspiring a feeling of familiarity.
For example the "flit" or "fritte" as it was pronounced in Lucca, kind of american insecticide, which was sprayed in the air with a piston machine.....the steam engine trains, of which I remember the last one traveling the line Lucca - Aulla until about 1970, when I stopped at the level crossing on my way to school and saw it going by with the engineer and the fireman stoking the coal boiler, blackened with the dust and the smoke.....the "naia", the mandatory military service, Francesco says the term derives from the Austrian German "die Neue", the new ones, i.e. the recruits just arrived, target of the more or less nasty tricks of the "nonni" (the grandpa's), those that had almost completed their year of service......the games, all but technological and rather handicraft which we invented and made by ourselves, sometimes with the assistance of older and more experienced friends. In particular, I remember the tank made out of a wooden spool, which by wonder we got to get going with no need of batteries......and the "trabiccolo", or as more precisely named, "the priest" - egg-shaped, and "the nun" - hemispherical, that was used to warm up the beds with hot coals before going to sleep.

These are a few of the several things portrayed in Guccini's book, which we recommend to read for its easy and flowing style, its love for tradition and the story of a culture and a way of living in a time past yet still living in the memory of many.

2 commenti:

  1. Ciao, sembra un libro interessante e divertente. Come va? Tutto procede bene?
    A presto,
    Cristina

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    1. Ciao Cristina scusa,ma ho visto solo ora il tuo commento. Eh sì, è un bel libro, mi piace anche perché mi ricorda cose che ho anch'io vissuto durante la mia infanzia. Il lavoro procede abbastanza bene, non so se hai più sentito Daniela. Vieni a trovarci quando puoi, ciao! Angelo

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